Karamoja & Equatoria

durata viaggio 15 giorni

1° giorno (26 dicembre)
Italia-Entebbe

Partenza da Milano-Malpensa o Roma-Fiumicino in tarda serata per Addis Abeba e proseguimento per Entebbe. Pasti e pernottamento a bordo.

2° giorno (27 dicembre)
Arrivo a Entebbe

L’arrivo all’aeroporto sorvolando un rosario di isole è spettacolare. Posta sulle sponde dell’immenso Lago Victoria, l’ex capitale del paese gode di una posizione invidiabile e conserva un certo fascino coloniale, con i suoi viali alberati e diversi edifici degli anni ‘30. Sistemazione in hotel.

3° (28 dicembre)
Entebbe-Jinja e le Sorgenti del Nilo-Mbale

Al mattino si imbocca la strada che conduce a Kampala, costeggiando a tratti il lago per poi allontanarsene. Entebbe e Kampala, distanti 30 km, costituiscono ormai un agglomerato senza soluzione di continuità. Kampala, capitale del Paese, è grande, caotica, trafficata, dallo skyline moderno, quasi pretenzioso. L’attraversiamo velocemente per raggiungere Jinja. Questa cittadina si trova proprio nel punto in cui il Grande Fiume lascia il Lago Victoria per intraprendere il suo lungo cammino di 6500 km verso in Mediterraneo. Visita alle spettacolari Bujagali Falls, poco a valle dell’imponente Diga Owen, per poi procedere in barca verso le Sorgenti. La strada piega a Ovest, in direzione della frontiera keniota e dell’antico vulcano Elgon (4321 msm). Sistemazione in hotel a Mbale.

4° giorno (29 dicembre)
Mbale-Moroto

La pista attraversa sinuosa una regione agricola verdeggiante, disseminata di villaggi. Progressivamente i campi di banane e riso lasciano il posto a distese erbose che sembrano proseguire all’infinito. Siamo nel territorio dei pastori Karamajong, spesso incuriositi dal passaggio degli stranieri, così rari da queste parti. Sistemazione in un piccolo albergo a Moroto.

5° e 6° giorno (30 e 31 dicembre)
Karamoja

La regione a Nord di Bokora è prevalentemente semiarida. Foreste d’acacie, boschi di euforbie, enormi agavi si abbarbicano alle pendici di vulcani ormai estinti disseminati nelle sconfinate piane. Numerosissime le specie di uccelli. Siamo in Karamoja, la terra dei pastori Karamojong: appartengono alla famiglia etnolinguistica nilotico-sahariana, come i Turkana e i Pokot del Nord del Kenya, i Mursi, i Surma e i Nyangatom (Bume) del Sud-Ovest dell’Etiopia, i Toposa e i Dindiga del Sud Sudan. Tutti questi popoli condividono alcuni tratti fondamentali oltre alle similitudini linguistiche: un’attività produttiva prevalentemente basata sull’allevamento (benché sia sempre più praticata un’agricoltura di sussistenza), un’organizzazione sociale poligama e patrilineare che si articola secondo un sistema di classi d’età. Alti, scuri, i fisici atletici, come gli altri popoli nilotici anche i Karamajong attribuiscono grande importanza alla cura del corpo, attività in cui si esprime il loro senso estetico. Entreremo in contatto con i clan Karamojong a nord-ovest di Kaabong, piccolo borgo ai piedi di un ammasso impressionante di rocce arrotondate. Notti in missione  a Kotido.

7° e 8° giorno (1 e 2 gennaio)
Kidepo Valley National Park

Due giornate da dedicare al fotosafari in fuoristrada e a piedi accompagnati da rangers esperti in quest’area protetta meravigliosa, aspra, estremamente diversa ai più celebri Parchi dell’Uganda occidentale. Posto a 800 Km da Kampala, ai confini con il Kenya e il Sud Sudan, il Kidepo Valley National Park è caratterizzato da regioni montuose che si alternano a vaste pane erbose,  foreste galleria lungo i corsi d’acqua: qui vivono grandi mandrie di bufali, zebre, girffe, eland e numerosi leoni e leopardi. La regione ad Est del Fiume Kidepo, bordato da imponenti palme borassus, è decisamente più arida e ospita struzzi, otarde Kori, grandi calao terrestri. Questo parco che si sta aprendo lentamente al turismo solo in tempi recenti regala la sensazione – ormai rara da provare – di essere gli unici visitatori. Notti in tenda o in semplici bandas.

9° giorno (3 gennaio)
Kidepo-Torit (Sud Sudan)

Proseguiamo in direzione Ovest ed entriamo nel paese Acholi, disseminato di villaggi fatti da capanne a base circolare dai tetti appuntiti e dai muri d’ocra decorati con disegni geometrici. Passato il villaggio di Madi Opei attraversiamo la frontiera con il Sud Sudan. Si tratta del Paese più giovane dell’Africa e del mondo, ha ottenuto la sua indipendenza soltanto il 9 luglio del 2011, in seguito ad un referendum popolare che ha visto il 99% degli abitanti, a netta maggioranza animisti e cristiani, votare per la secessione dal Nord islamico. Il referendum ha segnato il punto di svolta di una storia post coloniale segnata da 2 sanguinose guerre civili (1955-1972 e 1983-2005) che hanno fatto più di  due milioni di morti e quattro milioni di rifugiati. Finalmente libero dal giogo di Khartoum, affermata la propria autodeterminazione, il Paese inizia la sua nuova vita indipendente. La pista segue il profilo dei monti Imatongs, prima di giungere a Torit. Sistemazione in un semplice albergo. 

10°, 11° e 12° giorno (4, 5 e 6 gennaio)
Equatoria

Eccoci nel Sud Sudan, un paese giovanissimo ma al tempo stesso antico. Le regioni al confine tra il Sud Sudan, l’Uganda, l’Etiopia e il Kenya ospitano una serie di gruppi umani il cui cammino si è sviluppato nel sostanziale isolamento di quella che potremmo definire “la marcoregione delle Sorgenti del Nilo”, segnato da migrazioni, cambiamenti nelle tecniche materiali, relazioni simboliche, conflitti, assimilazioni che hanno portato al più affascinante e intricato caos etnografico della Terra. Incontreremo i Toposa, altro gruppo nilotico che vive nella regione di Kapweta. Allevatori e guerrieri per tradizione si sono in parte convertiti a una rudimentale agricoltura di sussistenza per necessità. Popolo bellicoso, è spesso in conflitto con i popoli vicini a causa dell’invalsa pratica di razziarne il bestiame. La divisione del lavoro è molto rigida, come presso gli altri popoli nilotici: le donne si occupano della casa, della cura dei bambini e degli anziani e della coltivazione di sorgo e miglio lungo i corsi d’acqua, mentre l’allevamento del bestiame è attività esclusivamente maschile.  I Dindiga abitano le omonime colline, nell’Equatoria orientale, la loro lingua è molto simile a quella dei Mursi e dei Surma del sud-ovest etiope. Vivono in insediamenti isolati costituiti da famiglie estese che fanno capo allo stesso clan. Durante la stagione secca gli uomini intraprendono lunghe transumanze  al seguito dei buoi dalle lunghe corna, alla ricerca di acqua e pascoli. La loro ossessione per il bestiame è proverbiale. Come altri popoli nilotici hanno il taboo alimentare del pesce e si nutrono del sangue dei bovini estratto praticando un foro nella giugulare. Benché fortemente animasti, molti popoli del Sud Sudan sono stati oggetto di un’importante opera missionaria di cristianizzazione e molti hanno ufficialmente adottato la fede cristiana. Si tratta di un cristianesimo “di facciata”, sotto la cui egida i riti tribali e l’organizzazione sociale basata sui nyekerehet ( le classi d’età) permangono. L’adozione della fede cristiana ha, durante i lunghi anni di guerra civile, rappresentato soprattutto uno strumento di rivendicazione politica e l’elemento ideologico di opposizione ai musulmani del Nord Sudan. Sistemazione in tenda o semplice guest house.

13° giorno (7 gennaio)
Juba

Lasciata alle spalle l’Africa dell’immaginario collettivo, dei popoli tribali e dei piccoli villaggi ci dirigiamo verso Juba, la capitale, posta sulle rive del Nilo. La città è in pieno boom economico grazie al business del petrolio e cresce in maniera esponenziale, attirando immigrati dalle altre parti del Paese, ma anche dagli stati confinanti – soprattutto dal Kenya – in cera di lavoro e fortuna: si stima che la popolazione sia passata da circa 150 mila abitanti nel 2005 ai quasi 400 mila attuali. Visiteremo la neonata capitale in pieno fermento, ci recheremo al mausoleo di John Garang, l’emblema della lunga lotta per l’indipendenza morto nel 2005, percorreremo il ponte metallico che congiunge le due sponde del Nilo. Notte in hotel.

14° giorno (8 gennaio)
Juba-aeroporto

Al mattino completeremo la visita di Juba, prima del transfer in aeroporto e dell’imbarco sul volo di rientro a Malpensa o Fiumicino, via Addis Abeba.

15° giorno (9 gennaio)
Italia

Arrivo a Milano-Malpensa o a Roma-Fiumicino di primo mattino.
 

Nota: Si tratta di un programma nuovo, inedito, che regala il privilegio di essere tra i primi a visitare queste regioni remote, ma che proprio per questo va affrontato con il giusto spirito di adattamento. Se cercate lodges eleganti e comfort questo viaggio non fa per voi.

 

Nord-Est dell’Uganda e Sud-Sudan,  un itinerario in 15 giorni, dal 26 dicembre 2012 al 9 gennaio 2013

Prezzo per persona in doppia – partenza da Milano/Roma – minimo 10 partecipanti - con Tour Leader Rocco Lastella: € 4150,00, inclusa l’alta stagione aerea e le tasse d’entrata ai parchi.


La quota comprende:

  • I voli a/r da Milano con Ethiopian Airlines in classe Economy
  • Il supplemento aereo alta stagione
  • Le tasse d’entrata a Kidepo Valley National Park
  • Circuito a bordo di veicoli fuoristrada a 3 e a 4 file di posti (1 passeggero = 1 finestrino)
  • Pernottamenti in hotels di standard molto variabile, missioni, guest houses e tende tipo igloo
  • Pensione completa, dalla cena del 27 dicembre alla alla cena del 7 gennaio (per alcuni pranzi sono previsti i pic nic)
  • Tour leader italiano

Le quote non comprendono:

  • I visti d’ingresso (Uganda: USD 50 all’arrivo; Sud Sudan USD 100 all’arrivo)
  • Le tasse aeroportuali, security tax & fuel surcharge (€ 420 il 27-07-12)
  • L’assicurazione medico/bagaglio (€ 70,00)
  • Mance, bevande, extras di natura personale, quanto non espressamente citato.

Supplementi:

  • Partenza da altri aeroporti italiani: € 170,00 + tasse aeroportuali
  • Camera/tenda singola: € 180,00
  • Assicurazione annullamento facoltativa:
     

Prezzi e date di partenza

data di partenza rientro Note particolari Prezzo HS Calc

Calcolo del prezzo


Descrizione Costo
Costi fissi
Prezzo base a persona in camera doppia € 4150
isc + assicurazione medico/bagaglio € 80
Supplemento alta stagione € 0
Tasse aeroportuali indicativamente* € 420
Costi accessori e supplementi
Supplemento camera singola € 180
  TOTALE DEI COSTI  

costi annessi e supplementi


Costo a persona Prezzo
Tasse Aeroportuali, da verificare al momento dell'emissione del biglietto € 420
Sistemazione in singola € 180
Iscrizione ed Assicurazione medico-bagaglio € 80




Assicurazione Annullamento facoltativa


Quota di partecipazione al viaggio Premio per assicurato
Fino a € 1.500,00 € 35
Fino a € 2.000,00 € 50
Fino a € 2.500,00 € 60
Fino a € 3.000,00 € 70
Fino a € 4.000,00 € 90
oltre e fino a € 8.000,00 € 120


Attenzione: la richiesta di assicurazione contro il rischio annullamento va confermata contestualmente alla conferma del viaggio e viene resa operativa al momento del ricevimento dell'acconto.

torna ad info e viaggi: Sud-Sudan

Punti forti del viaggio

Entebbe, il Lago Victoria, Jinja e le sorgenti del Nilo, Kidepo Valley National Park, Juba, etnie Karamojong, Acholi, Toposa, Dindika

In Breve...

Il Lake Victoria e le sorgenti del Nilo, il remoto Parco Nazionale di Kidepo, le etnie Karamojong, Acholi, Toposa, Dindiga… un programma nuovo, inedito, attraverso due paesi e attraverso le due anime di un Continente: da una parte l’Africa antica di popoli fieri che, seppur divisi da un confine geografico fittizio, appartengono alla stessa famiglia etno-linguistica e seguono stili di vita arcaici, in simbiosi con il bestiame e nel rispetto dei ristretti limiti imposti da una Natura aspra, a tratti crudele; dall’altra l’Africa nuova di un Paese – il Sud Sudan - che è il più giovane del mondo, da poco più di un anno è divenuto indipendente e guarda con fiducia al futuro, pur tenendo le radici ben piantate nelle tradizioni tribali.

Richiesto per partire:

  • Passaporto valido
  • Visto/i da ottenere in Italia
  • Vaccinazione febbre gialla