Tenere

durata viaggio 16 giorni

1° giorno
I
talia-Niamey

Partenza dall’Italia con volo di linea per Niamey. Cena libera. Pernottamento in hotel.

2° e 3° giorno
Niamey-Agadez-Iférouane

Volo per Agadez e partenza immediata con le vetture fuoristrada lungo la pista che si snoda tra i rilievi e le minuscole oasi di montagna dell’Aïr. E’ un territorio di 400 km di lunghezza per 250 di larghezza, tradizionalmente abitato da Tuareg. Qua e là graffiti di scene di vita quotidiana e di caccia, con rappresentazioni di animali che facevano parte della grande fauna di un tempo, impreziosiscono le pareti di alcuni siti come Kori Babous o Tizirtek e raccontano una storia millenaria, testimonianza di un antico Sahara, fertile e frequentato dall’Uomo. A Dabous, sulla “via dell’uranio” che porta ad Arlit, in direzione di Gougaram, due giraffe a grandezza naturale sono incise nella roccia con dovizia di dettagli. Davvero una chicca! La pista a volte è dura e tortuosa, poi, una volta raggiunta la valle di Ouederen, il terreno consente di procedere spediti ed offre la possibilità di incontrare qui gruppi di nomadi tuareg con le loro mandrie. Fino al villaggio di Iférouane, dagli orti fiorenti che offrono freschi approvvigionamenti ai viaggiatori che si preparano alla traversata del Ténéré. E’ una piccola oasi di montagna posta a 770 metri d’altezza ai piedi dei monti Tamgak. I Kel Ferwan, in parte sedentarizzati, abitano le caratteristiche capanne circolari disseminate sotto grandi acacie. Una fascia di palme fornisce l’ombra necessaria alle coltivazioni e l’irrigazione viene fatta ancora a trazione animale: asini e dromedari con un lento va e vieni traggono dai pozzi la preziosa acqua che viene incanalata negli orti, i “giardini dell’Air”. E’ un’isola verde nel cuore del deserto, ed altre ve ne sono nella regione che garantiscono ai vari insediamenti un habitat favorevole. I pascoli permettono l’installazione di accampamenti tuareg, e si potrà entrare in contatto con questa affascinante popolazione nomade che in Niger è numericamente importante. Poi, dopo le montagne, ecco le sabbie del Ténéré e le alte, sinuose e scenografiche dune di Temet. Campi.

4° e 5° giorno
Montagne blu-Adrar Chiriet-Arakao

Si scavalcano e si aggirano cordoni di dune per raggiungere le incantevoli Montagne Blu, il cui marmo all’imbrunire si tinge di un colore azzurrino. Poi è l’apoteosi di dune e guglie rocciose dell’Adrar Chiriet, groviglio di creste e crepacci espugnati dalle bionde sabbie del Teneré. Unico! Si attraversa allora l’Erg Brusset per  giungere alla “chela del granchio”, Arakao, cratere aperto sul deserto invaso da un alto cordone di sabbia, quasi a formare un’immensa fibbia berbera. Due giornate di paesaggi inebrianti! Indimenticabili! Campi.

6° e 7° giorno
Teneré-Dirkou

Si lasciano definitivamente i rilievi alle nostre spalle per entrare nel Teneré, astratto confine tra il nulla e la vita, il volto più inquietante del Sahara. Il “deserto dei deserti” si estende per 400.000 chilometri quadrati dalla corona del Tassili di Djado a nord fino al Sahel a sud, dal massiccio dell’Air ad est alla falesia del Kaouar e all’oasi di Bilma ad ovest. Teneré nella lingua dei Tuareg significa “ciò che non esiste”, il vuoto, l’ignoto, da temere ed evitare. Di fronte alla sua piatta distesa si ha una sensazione di infinito, di assoluto isolamento, di silenzio profondo, di smarrimento. Attraversarlo significa entrare in contatto totale con se stessi, ritrovarsi in contemplazione, farsi stordire da una natura sterile ma stupenda. Si vive un’emozione particolare quando si vedono affiorare tratti di paleosuolo che riportano alla luce reperti di civiltà lontane. L’Adrar Madet, piccolo massiccio isolato che spunta tra le sabbie del Teneré, costituisce un indispensabile punto di riferimento per le carovane del sale provenienti dall’Air in direzione di Fachi e di Bilma. Si raggiunge Dirkou, villaggio piccolo ma importante perché posto all’incrocio di piste provenienti dai paesi vicini, luogo di scambi commerciali per le diverse popolazioni. Campi.

8° e 9° giorno
Grand Erg di Bilma-Zoo Baba

Si penetra nel Grande Erg di Bilma, le cui grandi dune si accavallano furiosamente. Anche qui il silenzio e l’isolamento sono totali, ma il paesaggio movimentato rende le sensazioni meno esasperate, e il panorama corrisponde a quello del deserto immaginario. Arrivo all’oasi di Bilma, isola verde in mezzo alle sabbie abitata dai sedentari Kanuri e frequentata dai nomadi Tebu. Le sue famose saline, il cui sfruttamento risale al XV° secolo, sono bacini di terra salifera imbevuta di acqua salmastra suddivisi in piccole parcelle. Il lavoro d’estrazione è duro, il calore infernale. L’evaporazione fa cristallizzare il sale con un insolito effetto cromatico, dal rosso porpora al giallo ocra. Il prodotto viene posto in commercio in pani semisferici di circa 5 chili, per l’uso umano, o in forme troncoconiche di circa 20 chili, per uso animale. Nell’oasi trovano acqua e riposo gli uomini delle Azalai, le carovane del sale che qui arrivano per il carico di un commercio anacronistico. Proseguimento in direzione sud seguendo le ultimi propaggini della falesia del Kaouar. Superati i molteplici cordoni dell’Erg di Bilma con una cavalcata memorabile si incontra la struggente oasi di Zoo Baba, con le sue meravigliose palme da dattero. Campi.

10° e 11° giorno
Fachi-albero del Teneré

Le carovane dell’Azalai congiungono Agadez e l’Aïr alle saline del Kaouar: 650 chilometri di pista attraverso i grandi erg, la strada più diretta ma non certo la più facile, nella quale centinaia di cammelli procedono lentamente in colonna. I cammelli riescono a percorrere circa 40 chilometri al giorno, dall’alba al tramonto senza sosta, per giorni, giorni e giorni. E gli uomini con loro, quasi sempre a piedi, per non affaticare ulteriormente le bestie già cariche. L’andamento è lento e silenzioso, ma inarrestabile. Il primo cammello conosce la strada e a volte conduce la carovana, per nulla infastidito dall’eventuale vento di sabbia, con le froge chiuse per non respirarla  e gli occhi protetti da una doppia fila di lunghe ciglia. I cammelli poi devono riposare, dunque la sera si scaricano ed il mattino si ricaricano. Una vita veramente dura, che richiede uno spirito di adattamento eccezionale. Intorno all’anno mille i traffici carovanieri erano la base del commercio e attraverso le piste del Sahara, grazie al transito delle merci, si incontravano popoli, culture e religioni. Ancora oggi i cereali e gli ortaggi provenienti dall’Air vengono scambiati a Bilma e a Fachi con il sale, che a sua volta raggiunge i mercati del sud per esser scambiato con il miglio, alimento base della popolazione locale. Ma ecco la piana di Fachi, occupata dalle migliaia di palme dell’oasi e da acacie sparse, il villaggio ricorda gli ksar berberi. Case di fango addossate le une alle altre creano un intricato dedalo di vicoletti e il forte, ormai abbandonato, col suo pozzo interno ed i granai, resta a testimonianza dei tempi in cui la popolazione vi si rifugiava in caso di attacco. Poco distante si trovano le saline, elemento essenziale per l’economia dell’oasi. Poi, dopo una lunga cavalcata tra i cordoni dell’Erg del Teneré, compare d’improvviso l’albero del Teneré, punto di riferimento delle carovane del sale. Era fino al 1973 l’ultima grande acacia le cui radici affondavano profondamente accanto ad un pozzo nella sabbia dell’immenso deserto, ma un camionista dalla mira magistrale l’ha centrata in pieno! Al suo posto è stata eretta una sorprendente scultura di metallo, che annuncia la fine del Ténéré e l’inizio delle montagne dell’Aïr, mentre il tronco originale si trova nel museo della capitale. Innumerevoli i paleo-suoli dove è possibile trovare ancora antichi utensili in pietra. Ma prima di cambiare decisamente paesaggio sosta a Gadoufawa, uno dei cimiteri di dinosauri più famosi al mondo, per ammirarne i resti che il vento scopre e ricopre di sabbia e per discutere e fantasticare su una delle più importanti estinzioni di massa, avvenuta tra la fine del Cretaceo e l’inizio del Terziario, circa 65 milioni di anni fa… colpa di un immenso meteorite o di straordinarie eruzioni vulcaniche? Campi.

12° e 13° giorno
Falesia di Tiguidit-Agadez

La falesia di Tiguidit è una formazione sedimentaria che risale al Cretaceo inferiore e presenta una base argillosa ricoperta da arenarie più compatte. In questo paesaggio suggestivo l’uomo ha lasciato graffiti e monumenti enigmatici. Gruppi di giraffe, buoi con le corna a lira, struzzi, figure umane stilizzate e segni simbolici appaiono incisi con tecniche diverse sulle pareti. Ai piedi della falesia sorgono alcuni monumenti preistorici circolari la cui funzione rimane sconosciuta. Campo. La spedizione termina ad Agadez, affascinante con le sue strade sabbiose, la sua architettura in fango di stile sudanese, la gente che vi si incontra. Qui le popolazioni nomadi, Tuareg e Tebu, si mescolano a quelle sedentarie nere come gli Haussa. Nella città vecchia le case sono tutte costruite in banco, impasto di argilla, sterco e paglia, e le facciate a volte sono decorate con motivi geometrici in rilievo o dipinte. Su tutto svetta il minareto della moschea, simbolo di Agadez. Proprio lì vicino sorge il vecchio palazzo del sultano e si trova il mercato, che fornisce al visitatore una carrellata di genti diverse in abito tradizionale ed una ricca scelta di oggetti artigianali tra cui le famose “croci di Agadez”, gioielli cesellati in argento di forme diverse a seconda del luogo di provenienza. Cena libera e pernottamento in albergo.

14° giorno
Agadez-Niamey

Volo per Niamey e trasferimento in albergo. Nel pomeriggio visita della capitale, il museo e il mercato dell’artigianato. Ignorata a lungo per via della sua posizione lontano dalle più importanti rotte commerciali, divenne nel 1903 un centro amministrativo francese grazie al grande mercato che sorgeva proprio sulle sponde del fiume Niger, e poi una capitale che conobbe il suo sviluppo negli anni ’40, ricca e popolosa, con quartieri amministrativi e residenziali separati dal centro città essenzialmente dedicato al commercio. Pasti liberi. 

15° giorno
Niamey e il fiume Niger

Escursione in “pinasse” (grande piroga) sul fiume Niger, un’occasione ghiotta per vivere l’atmosfera del fiume ed incontrare le genti rivierasche. Tempo libero e relax intorno alla piscina. Pasti liberi. In serata trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per l’Europa.

16° giorno
Italia

Arrivo in Italia.

 

Prezzo per persona in doppia – partenza da Milano/Roma minimo 10 partecipanti con Tour Leader italiano

Prezzi e date di partenza

data di partenza rientro Note particolari Prezzo HS Calc
2019 Sab. 02 Nov Dom. 17 Nov 4250 -

Calcolo del prezzo


Descrizione Costo
Costi fissi
Prezzo base a persona in camera doppia € 4250
isc + assicurazione medico/bagaglio € 80
Supplemento alta stagione € 0
Tasse aeroportuali indicativamente* € 455
Costi accessori e supplementi
Supplemento camera singola € 230
Visto di entrata nel paese/i € 90
  TOTALE DEI COSTI  

costi annessi e supplementi


Costo a persona Prezzo
Tasse Aeroportuali, da verificare al momento dell'emissione del biglietto € 455
Sistemazione in singola € 230
Iscrizione ed Assicurazione medico-bagaglio € 80
Visto di entrata nel paese/i € 90


La quota comprende:
I voli a/r in classe economy
I voli interni Niamey-Agadez e Agadez-Niamey
Sistemazione in camere doppie standard per 3 notti a Niamey e 1 a Agadez e in tende doppie tipo igloo durante il circuito 
Trasferimenti da e per l’aeroporto 
Circuito nel deserto con auto fuoristrada tipo Toyota Land Cruiser, 3 passeggeri per veicolo
Escursione in “pinasse” sul fiume Niger
Pensione completa, esclusi i pasti nella capitale e a Agadez
Tutte le escursioni e le visite citate nel programma
 
 
La quota non comprende:
Tasse aeroportuali, security tax & fuel surcharge
Il visto d’ingresso
L’iscrizione ed assicurazione medico/bagaglio 
Eventuali pasti nella capitale e a Agadez
Le bevande, le mance, gli extra di natura personale, quanto non espressamente citato
 
 
Supplementi:
Sistemazione in singola
Assicurazione annullamento facoltativa
 



Assicurazione Annullamento facoltativa


Quota di partecipazione al viaggio Premio per assicurato
Fino a € 1.500,00 € 35
Fino a € 2.000,00 € 50
Fino a € 2.500,00 € 60
Fino a € 3.000,00 € 70
Fino a € 4.000,00 € 90
oltre e fino a € 8.000,00 € 120


Attenzione: la richiesta di assicurazione contro il rischio annullamento va confermata contestualmente alla conferma del viaggio e viene resa operativa al momento del ricevimento dell'acconto.

torna ad info e viaggi: Niger

Punti forti del viaggio

Agadez, i monti dell'Air, le dune di Temet, Adrar Chiriet, Arakao la chela del granchio, il vuoto del Ténéré, il Grande Erg di Bilma, Zoo Baba, le saline di Fachi, il cimitero dei dinosauri, manufatti preistori ed arte rupestre, il fiume Niger e Niamey

In Breve...

Chiuso da troppo tempo, il deserto nigerino è rimasto nel cuore di tutti quelli che hanno sempre adorato il Sahara, l’unico vero deserto, il mito insostituibile. Dalla leggendaria Agadez al massiccio dell’Aïr, al vuoto assoluto del Ténéré, al Grande Erg di Bilma. 
Iférouane, Temet, Adrar Chiriet, Arakao, Bilma, Zoo Baba, Fachi, Gadoufawa sono nomi da sempre impressi indelebilmente nella memoria o semplicemente nell’immaginario di quanti amano la sabbia, le grandi dune, gli spazi immensi… Il Deserto insomma, l’autentico!
Ma basta con i ricordi, con i racconti intorno al fuoco…ora SI RICOMINCIA !
 

Richiesto per partire:

  • Passaporto valido
  • Visto/i da ottenere in Italia