Dancalia

durata viaggio 9 giorni

1° giorno (domenica)
Addis Abeba-Kombolcha

Arrivo nella capitale etiope di primo mattino. Addis Abeba significa “il nuovo fiore" e fu inizialmente un piccolo villaggio lungo le rotte carovaniere. La sua importanza crebbe nel 1887, quando Menelik decise di farne la sua capitale. La tradizione diceva “la capitale è dove l’imperatore pone la sua tenda”, e l’imperatore si spostava nel paese occupando i territori in cui la disponibilità di legna da ardere permetteva una vita confortevole alla sua corte. Menelik, emulando la cultura europea, pose fine all’usanza e scelse una sede stabile. La crescita da allora è continuata ed è in continua evoluzione. Partenza immediata per il nord del paese. Il traffico caotico lentamente si dissolve mentre ci si inoltra tra rudi montagne, laghi, fiumare e verdi vallate che ricordano l’infinito. E’ una piacevole introduzione alla terra d’Abissinia, tra aloe e gigantesche euforbie che nascondono i piccoli tukul dal tetto di paglia, rifugio per i contadini che lavorano nei campi di sorgo e di teff, il cereale utilizzato per la fabbricazione del pane locale. Boschi di eucalipti, chiesette, villaggi e piccole comunità punteggiano il territorio dominato dal passo di Debre Sina in una scenografia di paesaggi bucolici di rara poesia. Sosta al mercato settimanale di Sembete, animato e coloratissimo dalle vesti dei gruppi Oromo, un’occasione per incontrare le genti degli altipiani. Cena e pernottamento in un semplice ma pulito piccolo albergo a Kombolcha.

2° giorno
Kombolcha-Bati-lago Afrera

Ci si avvia verso la depressione dancala: il “cammino verso l’inferno”, il “deserto più caldo del mondo dove sopravvivono solo i sanguinari Afar”… nella letteratura non sono mancati gli epiteti per descrivere questa bizzarra e stupefacente regione del nostro pianeta, dove la vita oggi è semplicemente ridotta al simbolo della vita, il sale, prezioso alimento sufficiente solo a giustificare la presenza delle carovane afar. Attenzione: gli Afar sono un popolo fiero, interessante ed indipendente, per nulla sottomesso alle regole dell’autorità centrale. Quindi in tutta la Dancalia è d’obbligo chiedere l’autorizzazione prima di scattare una foto ad un membro di questa entnìa, pena grosse ed onerose complicazioni. Orgogliosi ed alteri, arrivano in tenuta tradizionale ai mercati settimanali con cammelli, capre e sale da vendere per procurarsi le cose di prima necessità, gli occhi profondi e vivissimi a sorvegliare le donne che si occupano delle transazioni. Alle donne appartengono le capre e i montoni, mentre gli uomini si riservano il dromedario, animale nobile mai cavalcato ma spesso pesantemente caricato. E questa è l’opportunità ghiotta per incontrare gli Afar: il mercato di Bati, che si tiene il lunedì, ai bordi dell’altopiano, prima della discesa nella depressione. Un lungo nastro d’asfalto attraversa il territorio Danakil verso l’Eritrea e Djibouti. Poi a Serdo deviazione per il lago Afrera. Tribù diverse, divise per lignaggio, occupano territori ben delimitati con piccoli villaggi temporanei, i “burra”. Il potere centrale è lontano, non esiste, e la giustizia tradizionale è amministrata dall’assemblea dei capi-clan. Come presso tutti i popoli allevatori, la carne è consumata di rado, solo durante ricorrenze o riunioni importanti, mentre gallette di mais cotte in un forno scavato nel suolo, accompagnate da latte o yogurt, rappresentano la base dell’alimentazione. Gli uomini, asciutti e muscolosi, sono spesso a torso nudo, i fianchi avvolti in un panno tinta écru tenuto da una larga cintura dai molteplici scomparti, dove sono alloggiate cose indispensabili alla sopravvivenza come lamette e fiammiferi. Sul fianco, tenuto da un legaccio in cuoio, riposa il “gilè”, il celebre coltello. Le donne prima del matrimonio vanno a seno scoperto, drappeggiate dalla cinta ai piedi in tessuti colorati di cotone, mentre poi porteranno una leggera garza di tulle nero sulla testa e sui seni. Fronte e gote a volte sono scarificati, polsi e caviglie sono ornati di braccialetti, mentre intorno al collo file di perline multicolori si mischiano ad oggetti dagli insospettabili poteri magici. La capigliatura è oggetto di una cura e di un gusto particolari e viene suddivisa in finissime trecce raccolte ed elaborate con perline e vetruzzi. Lo sguardo è intensissimo, le occhiate fulminanti. Convertiti all’Islam da lungo tempo, pare dall’ottavo secolo secondo le tradizioni locali, gli Afar sono poligami e le fanciulle, sembra ancora oggi, sono sottoposte all’infibulazione. Ma ecco il lago Afrera, specchio d’acqua salmastra circondato da rocce basaltiche che una volta si chiamava Giulietti. Una misera oasi di palme dum è sorta negli anni attorno alle saline ai bordi del lago pullulanti di lavoratori. Campi.

3 e 4° giorno
La salita all’Erta Ale 

Numerosi gli insediamenti Afar prima di sbucare nella piana desertica di Dodom battuta dal vento. Arrivo infine a Ksrawat, dove si deve sostare per espletare le formalità e organizzare la salita alla vetta del vulcano. Comincia l’avvicinamento alla caldera dell’Erta Ale, “la montagna che fuma”. Raggiunto il campo base, si aspettano i cammelli e si prepara il carico: sono necessarie circa quattro ore di cammino per salire dalla depressione di meno 70 metri a una quota superiore ai 500 metri. Il campo base viene montato ai piedi del vulcano e ciò permetterà di partire alle prime luci dell’alba e proseguire con temperature non eccessive fino ai bordi del cratere. Lo spettacolo è impressionante e vale da solo il viaggio: si scende fino allo strato più recente di lava, un vero palcoscenico sulla maestosità e potenza del vulcano, mentre il lago di magma ribolle, ondeggia ed esplode con fragore  ipnotizzando gli sguardi. Mirabolante di giorno, al tramonto si accende di fuoco, infernale, sovrumano… Travolgente nel suo pathos il contatto con la sfera più intima e più viva della Terra, con le viscere brucianti, impossibili eppur fascinose, antichissime eppur in continua evoluzione del nostro pianeta. Che notte sul bordo del cratere, cullati dal rombo sordo e dalla luce rovente! Possibilità di forte vento.  Campo.
 

dal 5° al 7° giorno
La Piana del Sale-Dallol-Makallè

All’alba si ridiscende al campo base. La Dancalia è ai nostri piedi: in lontananza le montagne dell’altopiano etiopico disegnano l’orizzonte mentre verso oriente, le Alpi Dancale segnano il confine con l’Eritrea. Minuscole comunità Afar, ciuffi di palme dum e piccole dune introducono alla vera e propria Piana del Sale, 130 metri sotto il livello del mare. Una manciata d’individui si dedica qui all’estrazione del sale durante l’inverno, mentre durante l’estate il territorio viene quasi abbandonato a causa del caldo soffocante. Una breve pista raggiunge un deserto bianco, sconfinato e abbagliante. Al centro della piana uno sperone di roccia rossastra, una concrezione salina formata da solfato di magnesio, sorge come una piccola isola dal mare di sale che la circonda. Qui intorno, una volta estratto, il sale viene tagliato in blocchi, mentre i cammelli sostano nei pressi dell’immensa cava in attesa. Quando il sole comincia a calare è il momento in cui le carovane si rimettono in cammino e cominciano il viaggio verso l’altopiano. Magico! Centinaia e centinaia di cammelli si snodano in file tortuose nella luce crepuscolare, stagliandosi su orizzonti lattiginosi e tremolanti, riflettendosi nelle basse acque del lago Asale. Gli occhi feriti, le membra, i sensi finalmente si riposano, esausti. Il giorno successivo escursione ad uno dei luoghi più magici dell’Africa: Dallol, “il luogo degli spiriti”, dove gli italiani negli anni ‘30 costruirono una piccola base mineraria per l’estrazione del potassio. Dallol, un’incredibile e irreale collina alta una cinquantina di metri nel cuore della Dancalia, un inselberg vulcanico cresciuto sulla crosta salina della depressione dancala. Qui piccoli geyser e fumarole in perenne attività scolpiscono merletti fragilissimi, sculture multiformi e trasparenze. Il paesaggio si trasforma continuamente prendendo forme e colori irreali tra i fumi di microscopici coni vulcanici: una vera malìa. Un laghetto borbotta schizzando un liquido giallo ed oleoso, il sale si scioglie in croste croccanti e trine finissime. Dappertutto l’erosione ha creato paesaggi quanto mai improbabili e piccoli angoli d’impossibile bellezza. E’ un mondo di meraviglia, che neanche l’artista più estroso può immaginare! Poi ecco Ahmed Ela, “il pozzo di Ahmed”, insediamento di minatori e disperati sulla rotta delle carovane del sale, porta d’uscita per una risalita tra gole spettacolari sull’altopiano del Tigray. Il clima cambia completamente: dal caldo della depressione all’aria fresca e frizzante delle ambe. Lungo il percorso possibilità di incontro con gli Afar e le carovane del sale. Campi. Il 9° giorno cena e pernottamento in hotel. 

8° e 9° giorno
Le chiese del Tigray-Makallé-Addis Abeba

Visita di alcune delle meravigliose chiese costruite tra l'VIII e il XV secolo da mirabili artigiani, veri gioielli architettonici nascosti fra le montagne, in un paesaggio arido e roccioso di grandissima suggestione. Un’occasione da non perdere per venire a contatto con l’universo copto, le popolazioni dell’altopiano ed un’arte di matrice naïf di grande impatto, dai colori vivaci in contrasto con un mondo dominato dai candidi “chamma”, gli scialli da tutti usati. Un esempio per tutte: Abreha-We-Atsebeha, realizzata all'interno di una caverna naturale: una particolare luce soffusa illumina gli straordinari dipinti che impreziosiscono le pareti e crea in chi li osserva una sensazione di affascinata meraviglia. Il 9° giorno sistemazione in hotel a Makallé, il capoluogo del Tigray. Il 10° giorno volo per Addis Abeba. La capitale è l’esempio della metropoli africana, quartieri di uffici e alti edifici in vetro-cemento si contrappongono alle zone più povere. Addis è un grande cantierre ed è in continua evoluzione. Il mercato, uno dei più grandi dell’Africa, offre mercanzie di ogni genere ed è affiancato da negozi in cui si vendono ottimi prodotti artigianali. Camera in day-use in hotel prima del  trasferimento in aeroporto.
 
 
l’itinerario potrà essere invertito in base al giorno della settimana in cui è prevista la partenza. Le condizioni di alcune piste potrebbero implicare modifiche al programma.
 

Prezzo per persona in camera/tenda doppia – minimo 10 partecipanti con tour leader dall’Italia
Inclusa auto extra per guide Afar e scorta
 

 

Prezzi e date di partenza

data di partenza rientro Note particolari Prezzo HS Calc
2017 Gio. 30 Nov Ven. 08 Dic 2720 -
2017 Gio. 28 Dic Ven. 05 Gen 2720 0
2018 Gio. 11 Gen Ven. 19 Gen 2720 -
2018 Gio. 01 Feb Ven. 09 Feb 2720 -
2018 Gio. 01 Nov Ven. 09 Nov 2720 -
2018 Gio. 29 Nov Ven. 07 Dic 2720 -
2018 Gio. 27 Dic Ven. 04 Gen 2720 0

Calcolo del prezzo


Descrizione Costo
Costi fissi
Prezzo base a persona in camera doppia € 2720
isc + assicurazione medico/bagaglio € 80
Supplemento alta stagione € 0
Tasse aeroportuali indicativamente* € 0
Costi accessori e supplementi
Supplemento camera singola € 160
  TOTALE DEI COSTI  

costi annessi e supplementi


Costo a persona Prezzo
Tasse Aeroportuali, da verificare al momento dell'emissione del biglietto € 0
Sistemazione in singola € 160
Iscrizione ed Assicurazione medico-bagaglio € 80


La quota comprende:
Sistemazione in camere doppie standard e in tende doppie tipo igloo
Trasferimenti da e per l’aeroporto ad Addis Abeba
Circuito a bordo di veicoli fuoristrada tipo Toyota Land Cruiser
Pensione completa, esclusi i pasti ad Addis Abeba a Sud e tipo minivan a Nord
Tutte le escursioni e le visite citate nel programma
 
La quota non comprende:
I voli da e per l’Italia e i voli domestici (prenotabili alla migliore tariffa disponibile)
Il visto d’ingresso, che si ottiene in aeroporto (USD 50,00)
L’iscrizione ed assicurazione medico/bagaglio 
I pasti ad Addis Abeba
Le bevande, le mance, gli extra di natura personale, quanto non espressamente citato
 
 
Supplementi:
Sistemazione in singola

** NOTA BENE: Data la variabilità delle tasse aeroportuali, security tax e fuel surcharge il loro importo definitivo sarà disponibile all’emissione dei biglietti aerei.

 

Le quote offerte si basano sul rapporto di cambio usd 1 = € 0,90 e sono suscettibili ad adeguamento valutario.



Assicurazione Annullamento facoltativa


Quota di partecipazione al viaggio Premio per assicurato
Fino a € 1.500,00 € 35
Fino a € 2.000,00 € 50
Fino a € 2.500,00 € 60
Fino a € 3.000,00 € 70
Fino a € 4.000,00 € 90
oltre e fino a € 8.000,00 € 120


Attenzione: la richiesta di assicurazione contro il rischio annullamento va confermata contestualmente alla conferma del viaggio e viene resa operativa al momento del ricevimento dell'acconto.

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Punti forti del viaggio

Addis Abeba, lago Afrera, Erta Ale, la piana del sale, Dallol, le chiese rupestri del Tigray, Makallé.

In Breve...

una spedizione realizzabile solo durante i mesi “freddi” che permettono di affrontare alcune zone dalle temperature altrimenti improponibili. Parliamo della depressione dancala, profonda ferita lungo la direttrice della Rift Valley. È stata definita “il cammino verso l’inferno”, bizzarra e inquietante regione di deserti incandescenti, laghi alcalini e vulcani, territorio suggestivo abitato dai fieri Afar. Le sculture di sale e i colori bizzarri di Dallol, il ventre infuocato del vulcano Erta Ale, le ambe e le chiese rupestri del Tigray. Una favola!

Richiesto per partire:

  • Passaporto valido
  • Visto/i ottenibile in loco