Radici

durata viaggio 13 giorni

1° giorno
Accra

In serata arrivo ad Accra, la capitale che si affaccia sul Golfo di Guinea. Pernottamento in albergo.
 

2° giorno  

Accra-Sogakope

Vivace città africana in rapida evoluzione, Accra ha saputo conservare una propria identità nei quartieri moderni come in quelli vecchi, dove si moltiplicano le attività tradizionali. Particolarmente stimolante il museo, concepito per essere al servizio della conservazione dell’arte di tutto il continente e dedito alla promozione della produzione artistica attuale. I verdeggianti quartieri amministrativi, composti da eleganti ville della prima metà del Novecento, ci ricordano che questa fu la più prosperosa delle colonie britanniche d’ Africa. Di fronte all’oceano si organizza la vita del quartiere indigeno: un villaggio circondato da una città! Qui le attività economiche seguono criteri ben diversi da quelli che governano la city, distante solamente qualche centinaio di metri. Si lascia la città attraverso un quartiere nel quale si incontrano gli originali laboratori dei fabbricanti di sarcofagi, che propongono allegre bare dalle forme fantasiose: frutti, pesci, aerei, animali vari... Cena e pernottamento in hotel.
 

3° giorno  

Sogakope-Lago Togo

Passaggio della frontiera del Togo… e si è subito a Lomé! Lomé è una città ordinata: da una parte il calmo quartiere amministrativo, dove si lasciano ammirare alcuni edifici in stile coloniale; dall’altra il vivace quartiere degli affari, dominato dal mercato centrale. Qui dominano le “nana benz”, le donne d’affari che commerciano in tessuti stampati provenienti dall’Olanda e distribuiti in tutta l’Africa occidentale: un’attività molto redditizia! Visita della città e sosta al “mercato dei feticci”, il più grande dell’Africa Occidentale, dove si trova in vendita mercanzia decisamente particolare: teschi di scimmia, pelli di serpente, pipistrelli e tutti gli ingredienti necessari alla preparazione di pozioni magiche. La città è un centro importante anche per l’acquisto di pezzi d’antiquariato, tessuti e artigianato africano. E per le manifestazioni vudu. In tutta la regione del litorale del Benin e del Togo il vudu è la religione tramandata dagli antenati ed è praticata con fervore. Si tratta di un’esperienza religiosa molto più ricca e complessa si quanto si pensi in Europa. Il vudu non è una bassa forma di magia nera ma una religione che da’ senso e ordine alla vita di milioni di persone, qui e altrove nel mondo. Nella “brousse” potremo andare alla scoperta di questo culto in un villaggio. Durante la cerimonia può succedere che tra suoni di tamtam e canti tale o tale, Vudù s’impossessi d’alcuni adepti, dando luogo ad autentiche manifestazioni di trance. Continuazione verso il Lago Togo. Cena e pernottamento in hotel.
 

4° giorno  

Lago Togo-Ouidah

Si riparte verso l’estesa regione lacustre che accoglie Ganvié, grande villaggio su palafitte raggiungibile dunque solo via acqua. Gli abitanti appartengono all’etnia Tofinou, costruiscono le loro capanne su dei pali di teck e ricoprono i tetti delle loro abitazioni con una spessa coltre di paglia. La pesca è l’attività principale di questa popolazione il cui isolamento ha permesso il mantenimento di abitudini di vita e di regole di costruzione originali. E’ curioso assistere a questa vita acquatica, a questo andirivieni tranquillo di piroghe,  a questo traffico in cui il rumore è dato dal ritmo del remo, che spesso esorta al canto. Sono le piccole imbarcazioni condotte da bambini che si recano al pozzo, oppure da pescatori che partono alla ricerca di una pesca abbondante, o da donne che si recano al mercato. Mercato costituito, naturalmente, da piroghe in cui le mercanzie vengono esposte… Si ritorna verso la costa per raggiungere Ouidah, considerata una delle capitali del vudù africano. In questa città, antico porto del traffico negriero dall'architettura afro-portoghese decadente, coabitano uno di fronte all'altro il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza dei personaggi inondati dal sole... il battito lontano delle onde sulla spiaggia... il ritmo dei tamburi rappresentano l'eco mormorante di colonne di schiavi imbarcati verso terre lontane. Un'atmosfera al di fuori del tempo, molto ben descritta da Chatwin nel suo libro « Il viceré di Ouidah ». A Ouidah visiteremo il Tempio dei Pitoni, dove questi serpenti sono venerati come vudù protettori della città; il forte portoghese, trasformato in museo sulla tratta degli schiavi; la via del non-ritorno percorsa dai prigionieri prima di partire in direzione del nuovo mondo. Pernottamento in hotel.
 

5° giorno  

Ouidah-Bohicon

Visita al palazzo reale di Abomey, i cui muri sono decorati con i curiosi simboli degli antichi re del regno di Dahomey, ispirazione per gli artigiani locali che confezionano coloratissimi teli decorativi. Il palazzo è ora un museo che conserva documenti e oggetti rituali della corte. Vi si trovano le grandi tombe che accolsero le spoglie dei re e un tempio in argilla mischiata a polvere d’oro e sangue umano. Il regno di Dahomey, una volta fiorente, stabilì le basi del suo potere su uno stato di guerra permanente che gli permise di catturare prigionieri da destinare al lucroso commercio degli schiavi. L’esercito regale era formato soprattutto da truppe femminili, che si caratterizzavano per l’audacia e la bellicosità. Cena e pernottamento in hotel.

 

6° giorno  

Bohicon-Sokodé

Direzione nord, per raggiungere il feticcio di Dankoli, interessante luogo di culto vudù. La presenza di diversi bastoncini di legno ricorda l’infinita serie di preghiere che sono state rivolte al dio locale per esortarlo a risolvere i problemi della vita quotidiana: un raccolto abbondante, un matrimonio sereno, un buon parto, una soddisfazione nello studio o sul lavoro… Se la preghiera avrà risultato positivo, il richiedente tornerà dal feticcio per compiere il sacrificio che aveva promesso, sgozzando un animale: un pollo, una mucca, una capra. Le tracce di sangue, vino di palma e olio di palma che cospargono il feticcio provano che tante persone hanno visto la loro preghiera esaudirsi.   La sera si assiste alla danza del fuoco. Al centro del villaggio un grande fuoco illumina i presenti, che iniziano le danze al ritmo incalzante dei tam-tam. Alcuni danzatori in stato di trance si lanciano tra le braci, le prendono in mano, se ne cospargono il corpo, senza riportare alcuna ferita. Coraggio? Autosuggestione? Magia? Difficile spiegare una tale performance. Che siano proprio i feticci che proteggono contro il fuoco? Bisognerebbe provare per credere e… credere per provare!!! Cena e pernottamento in hotel.
 

7° giorno  

Sokodé-Kara

Visita della regione intorno alla Massiccio Kabye abitato dalle popolazioni omonime. Le loro case vengono chiamate “Soukala” : un gruppo di capanne unite da un unico muro. All’interno di ogni abitazione vive un nucleo famigliare di tipo patriarcale. L’artigianato è tradizionale: i fabbri ancora lavorano il metallo con l’ausilio di pesanti pietre e le donne producono vasi in terracotta e pavimenti utilizzando pezzi della loro terracotta. Ci attende poi l’incontro con le genti Tamberma. Per ragioni di difesa hanno trovato rifugio da secoli nella catena montuosa dell'Atakora, su un territorio dall'accesso difficile che ha permesso di sfuggire a tutti gli influssi esterni e principalmente alla tratta negriere verso il nord Africa islamizzato. Secondo gli specialisti le loro origini li accomunano ai Dogon del Mali: con loro condividono una fedeltà assoluta alle proprie tradizioni animiste. Prova ne è la presenza di grandi feticci, a forma fallica, all'entrata delle loro case. Le dimore, di singolare bellezza, sono in forma di minuscoli castelli costruiti su tre piani. Architetti di avanguardia come Le Corbusier sono rimasti colpiti per la plasticità delle forme di queste dimore fortificate. Con il permesso accordatoci dagli abitanti entreremo nelle loro case per comprendere il loro stile di vita. Cena e pernottamento in hotel.
 

8° giorno  

Kara-Tamale

 Visita di villaggi dell’etnia Dagomba, che rappresenta un ottavo dell’intera popolazione ghanese, caratterizzati per un numero importante di case rotonde, con tetto in paglia. Gli abitanti, dediti all’agricoltura, si sono stabiliti da tempo su questi territorio condividendolo con altri gruppi, tra i quali i Konkomba. Sosta presso un villaggio Konkomba, popolato da... streghe. In un quadro di architettura tradizionale saremo accolti cordialmente da donne sulle quali pesa l’accusa di essere delle streghe. L’influsso negativo della stregoneria è una soluzione culturale per giustificare la presenza dell'ingiustificabile: la morte di un giovane, una malattia improvvisa, un raccolto mal riuscito... Considerate come responsabili di tali eventi, queste donne  fungono da capro espiatorio  e vengono esiliate. La loro accoglienza gentile e sorridente contrasta con le storie gravi che giustificano il loro esilio. Cena e pernottamento in hotel
 

9° giorno  

Tamale-Techinam

Continuazione verso le cascate di Kintampo, ai margini della grande foresta, per un momento di frescura prima delle calde regioni semi-saheliane. Nella regione del Brong Afo si segue una pista che, fra muri di vegetazione, ci conduce alla foresta sacra di Fiema Boabeng. Gli abitanti considerano le scimmie Colobus e Monas incarnazioni dei propri antenati ed le rispettano come spiriti tutelari. Le scimmie Monas, piccole e verde-marrone, qui si sentono sicure, non temono l’uomo ed entrano tranquillamente nei villaggi e persino nelle case a “servirsi” del cibo che trovano... Le belle scimmie Colobus, dal lungo manto nero eccezion fatta per coda e volto cerchiati di bianco, vivono sulla cima degli alberi nella foresta, completamente indifferenti al passaggio degli uomini. Ricercate per la pelliccia e per la carne, le Colobus sono oggi in via d'estinzione in tutto il resto del continente africano. Una passeggiata tra gli imponenti alberi della foresta permette l’incontro con numerosi branchi di entrambe le specie. Cena e pernottamento in hotel.
 

10° giorno  

Techinam-Kumasi

Attraverso regioni coperte dalla foresta si raggiungono le colline di Kumasi, capitale del popolo Ashanti. Gli Ashanti, grandi signori dell’oro, rappresentano una monarchia ancor oggi importante. L’Asantehene, re di tutti gli Ashanti, è tuttora il garante ed il depositario dei valori spirituali che fondano l’unità e la forza del suo popolo. La sua influenza va di là dalle frontiere del Ghana per suscitare ammirazione nel resto della diaspora africana dispersa nel mondo. Il sabato tradizionalmente si svolgono famosi funerali ashanti, importante avvenimento sociale per tutto il popolo. I partecipanti scelgono gli abiti secondo i colori imposti dalla tradizione: rosso per la famiglia in lutto, nero per gli altri. Alcune donne anziane portano grossi gioielli in oro, offerti nel corso della cerimonia. Dopo le libagioni in onore degli spiriti degli antenati le donne si lanciano in passi di danza tradizionale, spesso di ispirazione erotica. Cena e pernottamento in hotel.
 

11° giorno  

Kumasi-Anomabu

Il Palazzo Reale, che occupa tutta una collina, ospita un museo che, accanto ad alcuni oggetti di dubbio gusto, esibisce bellissimi esempi di gioielleria ashanti. Nel calendario degli Ashanti alcune giornate sono chiamate Akwasidae e corrispondono all’inizio del mese secondo il calendario tradizionale. Dopo riti di libagione sui troni degli antichi re, organizzati in sale inaccessibili al pubblico, ecco la grande celebrazione di gioia. Sotto un ombrello di panni colorati viene posta la sedia del Re, che vi siede vestito di tessuti vivaci e coperto di antichi gioielli d’oro massiccio (i gioielli e le maschere in oro Ashanti fanno parte dei capolavori dell’arte africana). Davanti al monarca si apre uno stretto corridoio formato dai dignitari con diverse funzioni: portatori di spade rituali, guardiani armati di fucili a polvere, portatori di coltelli utilizzati per le esecuzioni, portatori di ventagli di piume di struzzo. Di fianco al re stanno seduti gli anziani e i consiglieri capeggiati dal porta-parola regale che porta in mano i simboli del potere ricoperti in oro. Durante la cerimonia i cortigiani offrono i loro regali, i griots (cantastorie) recitano la storia dei re ashanti, i suonatori dei tamburi e delle trombe d’avorio scandiscono il ritmo della celebrazione. Alcuni danzatori corpulenti, avvolti in tessuti rosso splendente, eseguono le tradizionali danze caratterizzate da una alternanza di movimenti delicati e di spostamenti rapidi da una parte all’altra della scena. E si raggiungono infine l’oceano e i villaggi costieri. La giornata si conclude sulle spiagge di Anomabu. Cena e pernottamento in hotel.
 

12° giorno  

Anomabu-Accra

Il Ghana conta oltre 50 edifici, tra castelli e forti, costruiti dalle potenze coloniali europee in tempi remoti come basi per il commercio dell'oro, dell'avorio, dei legnami pregiati e degli schiavi che da qui partivano verso il “nuovo mondo”. Il più antico e grande edificio europeo in Africa nera si trova qui, ad Elmina, il cui castello è oggi considerato Patrimonio dell’Umanità. Nel corso della sua storia è stato utilizzato come luogo fortificato di stoccaggio e quel che si visita oggi è il risultato dei lavori realizzati da Portoghesi, Olandesi, Inglesi e autorità locali. Dal porto di Elmina ogni giorno centinaia di grandi piroghe colorate condotte da coraggiosi pescatori affrontano le pericolose acque dell’oceano sperando in una ricca raccolta. Nei villaggi costieri le strette stradine suggestive portano alla spiaggia animata da uomini indaffarati nella riparazione di reti ed imbarcazioni sullo sfondo di antiche costruzioni portoghesi che si alternano ai templi delle “compagnie asafo”, luogo in cui i guerrieri depositavano offerte votive. Trasferimento all’Aeroporto di Accra per l’imbarco.

 

13° giorno 

Italia

Arrivo in Italia.
 
 

 


Servizi terrestri - Prezzo per persona in camera doppia –minimo 6 partecipanti con guida locale parlante italiano

Tutte le partenze prevedono la partecipazione ad una festa tradizionale

 

 

Prezzi e date di partenza

data di partenza rientro Note particolari Prezzo HS Calc
2017 Gio. 23 Nov Mar. 05 Dic Akwasidae 2340 -
2017 Mar. 26 Dic Dom. 07 Gen Maschere Egun 2340 200
2018 Dom. 07 Gen Ven. 19 Gen Fetival Vudu 2550 -
2018 Gio. 15 Feb Mar. 27 Feb Akwasidae 2440 -
2018 Gio. 29 Mar Mar. 10 Apr Akwasidae 2440 -
2018 Gio. 10 Mag Mar. 22 Mag Akwasidae 2340 -
2018 Gio. 21 Giu Mar. 03 Lug Akwasidae 2340 -
2018 Gio. 02 Ago Mar. 14 Ago Maschere Egun 2440 -
2018 Dom. 23 Set Ven. 05 Ott Akwasidae 2440 -
2018 Gio. 25 Ott Mar. 06 Nov Millet Festival 2535 -
2018 Gio. 06 Dic Mar. 18 Dic Akwasidae 2440 -
2018 Mer. 26 Dic Lun. 07 Gen Maschere Egun 2340 200

Calcolo del prezzo


Descrizione Costo
Costi fissi
Prezzo base a persona in camera doppia € 2340
isc + assicurazione medico/bagaglio € 80
Supplemento alta stagione € 200
Tasse aeroportuali indicativamente* € 0
Costi accessori e supplementi
Supplemento camera singola € 450
Visto di entrata nel paese/i € 380
supplemeto base 4 partecipanti € 490
supplemeto base 2 partecipanti € 490
  TOTALE DEI COSTI  

costi annessi e supplementi


Costo a persona Prezzo
Tasse Aeroportuali, da verificare al momento dell'emissione del biglietto € 0
Sistemazione in singola € 450
Iscrizione ed Assicurazione medico-bagaglio € 80
Visto di entrata nel paese/i € 380
supplemento base 2 € 490
supplemento base 4 € 490


La quota comprende i seguenti servizi terrestri:
Sistemazione in camere doppie standard 
Trasferimenti da e per l’aeroporto
Circuito a bordo di minibus e/o veicoli fuoristrada 4X4 
Pensione completa 
Acqua minerale durante i trasferimenti
Tutte le escursioni e le visite citate nel programma
Guida locale parlante italiano
 
La quota non comprende:
IL VOLO INTERNAZIONALE (prenotabile su richiesta)
L’importo dei visti d’ingresso 
L’iscrizione ed assicurazione medico/bagaglio 
I pasti ad Accra 
Le bevande, le mance, gli extra di natura personale, il facchinaggio, quanto non espressamente citato
 
Supplementi:
Sistemazione in singola: 
Gruppo da 2 a 5 partecipanti
Assicurazione annullamento facoltativa
 
 
** NOTA BENE: Data l’estrema, imprevedibile variabilità delle tasse aeroportuali, security tax e fuel surcharge il loro importo definitivo sarà disponibile a 21 giorni dalla data di partenza.
 
 
I servizi in West Africa sono pagati in Euro. Le quote offerte non sono soggette ad adeguamento valutario.
 
 



Assicurazione Annullamento facoltativa


Quota di partecipazione al viaggio Premio per assicurato
Fino a € 1.500,00 € 35
Fino a € 2.000,00 € 50
Fino a € 2.500,00 € 60
Fino a € 3.000,00 € 70
Fino a € 4.000,00 € 90
oltre e fino a € 8.000,00 € 120


Attenzione: la richiesta di assicurazione contro il rischio annullamento va confermata contestualmente alla conferma del viaggio e viene resa operativa al momento del ricevimento dell'acconto.

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Punti forti del viaggio

Lomè, Accra, Vudu, Elmina, funerali Ashanti, Kumasi, Lobi, Gurumsi, Telensi, altopiano di Tongo, Atakora, tamberma, Somba, Abomey, Ganviè.

In Breve...

viaggio lungo paesi diversi ma con un filo conduttore: l’animismo come irrinunciabile contatto con l’aldilà, i riti degli avi, i miti, i costumi della tribù. Per comprendere l’anima profonda, palpitante, dei paesi che hanno vissuto il terribile traffico dei re negrieri, che con la carne umana hanno esportato tradizioni ancestrali e riti Vudu. L’animismo abita qui, indissolubilmente legato a queste genti semplici, nascosto sotto i ricchi abiti ashanti, evidente nei feticci in vendita nei mercati, vicino alle tante chiese cristiane ed alle moschee presenti nel territorio.

Richiesto per partire:

  • Passaporto valido
  • Visto/i da ottenere in Italia
  • Vaccinazione febbre gialla
  • Consigliata la profilassi antimalarica