una spedizione realizzabile solo durante i mesi “freddi” che permettono di affrontare alcune zone dalle temperature altrimenti improponibili. Parliamo della depressione dancala, profonda ferita lungo la direttrice della Rift Valley. È stata definita “il cammino verso l’inferno”, bizzarra e inquietante regione di deserti incandescenti, laghi alcalini e vulcani, territorio suggestivo abitato dai fieri Afar. Le sculture di sale e i colori bizzarri di Dallol, il ventre infuocato del vulcano Erta Ale, le ambe e le chiese rupestri del Tigray. Una favola!
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Le donne Karo infiggono profondamente un lungo ago nel mento, le Hammer lasciano il seno seminascosto tra i molti fili di collane. Anche gli uomini sono vanitosi. Il viver nudi li obbliga a limitarsi a decorazioni corporee: scarificazioni complesse, pitture bianche che contrastano bene sulla pelle scura, ciuffi di piume issate sulla testa rasata. È forse nata qui la Body Art?
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Spedizione in un territorio suggestivo ed aspro abitato dalla fiera etnia Afar. Paesaggi indimenticabili: i laghi Assal, Abbé e la mitica Harar, l’ultimo delirio di Arthur Rimbaud. Ciliegina sulla torta il Timkat ad Addis Abeba. A partire dalla sera del 18 gennaio i Cristiani Copti d'Etiopia festeggiano il Timkat, la loro principale celebrazione religiosa: tre giorni di festa per ricordare il battesimo di Gesù nel Fiume Giordano. I Tablot, le tavole dei Dieci Comandamenti - copia delle originali che sarebbero conservate nell'Arca dell'Alleanza - custodite nei Sancta Sanctorum di ogni chiesa, vengono portate in processione, accompagnate da canti, balli ritmati da tamburi, fino a uno specchio d'acqua che simboleggia il fonte battesimale e posti sotto una tenda sacra. La veglia dura tutta la notte e, al mattino del 19 gennaio, i sacerdoti benedicono i Tablot e le croci, mentre i pellegrini ripetono il rito del battesimo. Spinti da un fortissimo senso religioso, i contadini partono dalle in pellegrinaggio a piedi e a dorso di somaro per recarsi nelle principali chiese e santuari. Un evento da non mancare!
...programma di viaggio dettagliatoL’Etiopia, compresa tra il Tropico del Cancro e l’Equatore, e' un paese tropicale con condizioni climatiche determinate piu' dall’altitudine che dalla latitudine. L’altopiano, con un altitudine che va dai 2000 ai 3000 metri, presenta un clima ideale, uno dei migliori del mondo. A Nord possiamo distinguere due periodi: quello delle piogge, da meta' giugno a tutto settembre, e quello secco, da ottobre a giugno, interrotto tra marzo e aprile dalle piccole piogge. Le giornate presentano temperature intorno ai 25 gradi, le notti sono piuttosto fresche. Le regioni meridionali sono caratterizzate da altitudini inferiori e temperature piu' elevate. Al Sud la stagione delle piogge interessa invece i mesi di aprile, maggio, giugno. Le arroventate regioni della depressione dancala, che un tempo ospitavano un antico mare, rappresentano uno dei deserti piu' inospitali del pianeta, con temperature torride; questa zona si presta ad essere visitata soltanto nei mesi centrali del nostro inverno (novembre-meta' marzo).
I prodotti artigianali sono molteplici in questo paese ancora poco industrializzato. Gioielli in argento o in metallo, oggetti di uso quotidiano in legno, vimini e pelle, tessuti tipici. Interessanti anche gli oggetti sacri, come le complesse croci in metallo o legno, i dipinti a soggetto religioso e le antiche bibbie in pergamena decorata con miniature. Il Museo Nazionale rilascia l'autorizzazione per l'esportazione degli oggetti artigianali o artistici considerati tradizionali o pregiati. Al Sud è possibile acquistare i celebri poggiatesta in legno in uso presso i popoli Hamer, Banna, Karo, Galeb.
Non ci sono limitazioni all'importazione e all'uso degli apparecchi fotografici. Solo l'uso del flash è limitato in alcuni luoghi di culto. Le videocamere vanno dichiarate all'ingresso del paese con la precisazione di tipo, marca e numero di serie. Tutti i luoghi turistici per i quali è richiesto un biglietto d'ingresso (compreso nel costo del viaggio) prevedono una ulteriore tassa per l'uso della videocamera (a carico del singolo viaggiatore interessato). Si raccomanda di fornirsi di pellicole e pile di ricambio. E' vietato tassativamente fotografare o riprendere installazioni militari, palazzi governativi, edifici pubblici, militari in divisa (obiettivi strategici).
Richiesto il passaporto, valido per sei mesi dopo la partenza e con almeno due pagine a disposizione. Richiesto il visto turistico, che si ottiene on line o all'aeroporto ad Addis Abeba. Il costo e' di 30 dollari americani. L'organizzazione non ha alcuna responsabilità nel caso di impossibilità a partire o ad entrare nel paese di destinazione a causa di documenti non idonei.
Consigliata - a scopo cautelativo - la profilassi antimalarica.