Bissau e l'arcipelago delle Bijagos

durata viaggio 10 giorni

1° giorno
Italia-Bissau
 
Partenza per Bissau dove l’arrivo è previsto in nottata. Trasferimento dall’aeroporto all’Hotel Azalai.
 
2° giorno
Genti Manjaco
 
La capitale Bissau sorge sull’estuario del fiume Geba, che qui si getta nell’Oceano Atlantico creando una zona riparata e di bassi fondali. La lasceremo per dedicare tre giornate a scoprire cosa offre l’entroterra di questo piccolo paese visitando i villaggi delle etnia Manjaco, Felupe e Pepel. Un percorso accidentato attraversa la vegetazione lussureggiante, i minuscoli villaggi e le distese di anacardi fino alla penisola tra Rio Cacheu e Rio Mansoa, i territori abitati dalle genti Manjaco. In ogni villaggio alcuni pali di legno chiamati Pecal rappresentano gli spiriti nel Cab Balung, il santuario degli antenati. La tradizione è ancora viva e gli abitanti ci illustreranno i differenti stili di pali. Pranzo al sacco, cena e pernottamento al Casa Cachungo Eco-hotel di Cachungo oppure al Mar Azul di Quinhamel.  
 
3° giorno
Villaggi nella foresta
 
Una barca a motore ci permette di navigare sul Cacheu, ampio fiume che ospita una ricca avifauna: aironi, egrette, cicogne, fenicotteri rosa e grandi pellicani bianchi (arrivano a pesare anche 10 kg!). Dal fiume si inizia un’affascinante navigazione all’interno di una foresta di mangrovie, in una complicata rete di canali e biforcazioni di acqua salata e dolce. Dopo poche ore si raggiungono villaggi dove il turismo è del tutto sconosciuto, abitati dalle tribù Felupe e Baiote: un ecosistema isolato, nel quale si pratica la coltivazione del riso grazie ad una complessa “tecnologia ancestrale” che riesce a bonificare i terreni salini. Dopo il pic nic si continua a piedi tra lagune salate, terre piatte e campi di riso. In lontananza si scorgono villaggi minuscoli, riparati dal sole da grandi kapok e baobab. Le abitazioni sorgono su una grande piattaforma di terra battuta. Vaste capanne d’argilla, circondate da una veranda, sono coperte da un grande tetto di paglia. Nella parte superiore, un’apertura simile a un lucernaio è coperta da un secondo minuscolo tetto. Il tutto è supportato da una complessa struttura di pali in legno di palma. Ancora un’espressione originale di architettura africana. L’etnia Felupe pratica ancora oggi cerimonie tradizionali mantenute vive da una potente casta di sacerdotesse. Nel pomeriggio potremo assistere alle danze rituali delle Kumpo, maschere sacre - raramente mostrata agli estranei – che appartengono ad una società segreta. I danzatori sono anonimi: per tutti la maschera è animata direttamente dagli spiriti. Una folla colorata si raccoglie all’ombra de grandi alberi di kapok. Nel villaggio risuonano le percussioni e si intrecciano le danze. Cena e pernottamento a Varele in Casa Helène, struttura semplice che propone stanze con bagno privato.
 
4° giorno
Genti Pepel
 
Incontro con un guaritore specializzato nel trattamento delle lesioni ossee, che mostrerà le erbe ed i medicamenti tradizionali che vengono impiegati e come vengono utilizzati . Non mancherà di raccontarci la sua esperienza e di spiegarci come e perché è diventato “guaritore” . Visita ad un’antica distilleria dell’epoca coloniale ancora in uso. Qui si produce il “ron” dalla fermentazione della canna da zucchero, comunemente chiamata “caña”. Dopo il pranzo in ristorante il nostro itinerario ci porterà alla scoperta della cultura Pepel, in remoti villaggi dove sopravvivono rare tradizioni animistiche. Noti per le loro doti di guaritori, i Pepel mescolano la conoscenza delle erbe con la “magia” dei riti animisti a cui restano fedelmente legati. In questa regione la foresta nasconde un grande feticcio, molto rispettato e temuto dalla popolazione, che viene trasportato sulle spalle di giovani uomini iniziati. I partecipanti alla cerimonia possono porre domande circa il decesso di parenti ed amici: il feticcio indica la …“vera” causa della morte. Pranzo al sacco. Cena e pernottamento all’Hotel Mar Azul. 
 
 5° e 6° giorno
Le isole Bijagos 
 
L’arcipelago delle Bijagos dista circa 40 miglia dalla costa ed è composto da 88 tra isole ed isolotti. Conta meno di 300.000 abitanti distribuiti solo su una ventina di questi fazzoletti di terra e concentrati soprattutto sulle due più isole importanti, che ospitano circa i due terzi della popolazione globale. I Bijagos, animisti, celati nel cuore della propria isola, vivono con serenità grazie alla generosità della natura. L’estremo isolamento ha permesso loro di mantenere immutati i comportamenti tradizionali. Nelle altre isole una vegetazione rigogliosissima ed impenetrabile lascia spazi solo alle immense spiagge bianche ed alle foreste di mangrovie. Nelle acque calme, limpide e pescose vivono anche i delfini, le tartarughe e i rarissimi ippopotami marini. Strana etnia i Bijagos: circondati dal mare non lo amano e non lo sfruttano affatto. Anzi, memori delle cruente incursioni dei portoghesi, lo considerano un elemento malefico e costruiscono i loro villaggi lontano dai flutti, nel cuore dell’isola, nascosti tra la fitta vegetazione e le palme da olio. Sulle spiagge le piroghe sono rarissime: il mare è pescosissimo, eppure meno dell’1% dell’esigua popolazione pratica la pesca ed il pesce ha una rilevanza del tutto marginale nella dieta! Gli autoctoni allevano polli, maiali e capre che consumano col riso condito con olio di palma. Le donne raccolgono sulla spiaggia ostriche e granchi durante la bassa marea e tra la vegetazione i frutti spontanei. C’è di che nutrirsi senza troppo affanno! Importante anche la raccolta di molte erbe per la farmacopea tradizionale. L’isolamento geografico, la mancanza di mezzi di trasporto e di comunicazione che colleghino l’arcipelago alla terra ferma hanno fatto sì che i Bijagos abbiano mantenuto praticamente intatte le loro tradizioni. Le donne portano ancora il tradizionale gonnellino in fibra e per i culti segreti si utilizzano le maschere. Navigando su motoscafi attrezzati si potrà apprezzare questo isolato ecosistema! Il tragitto può variare a seconda delle condizioni meteorologiche e di marea. Visiteremo varie isole e villaggi incontaminati dove l’arrivo del viaggiatore è ancora un evento raro. Lasciata la nostra barca sulla spiaggia seguiremo un sentiero che si insinua nella vegetazione per raggiungere gli insediamenti che la foresta protegge da incursioni provenienti dal mare. Seguendo la tradizione africana, inizieremo la nostra visita rendendo omaggio ai Capi locali, infatti il rispetto delle regole tradizionali è fondamentale per essere ben accettati all’interno della comunità ed avere il permesso di visitare i villaggi ed i santuari sacri. Emozionante passeggiare sulle lunghe spiagge deserte sentendosi dei novelli Robinson Crusoe! Pranzi pic nic, cene e pernottamenti al Parque Hotel di Orango, in bungalow fronte oceano. 
 
7° e 8° giorno
Le isole Bijagos – Orango, Rubane e Bubaque
 
Tra le altre isole certamente notevole è Orango, dove l’anello di sabbia chiara che borda l’isola è protetto da un’imponente foresta in cui ci inoltreremo a piedi per scoprire il villaggio sacro di Okinka Pampa. Qui son custodite le tombe delle Regine, particolarmente importanti visto la forma matriarcale con cui è organizzata la cultura Bijagos. Molti gli uccelli che popolano l’isola ma qui, con un po’ di fortuna, è possibile incontrare gli ippopotami d’acqua salata. Rarissimi mammiferi, solitamente frequentatori delle acque dolci, qui si bagnano nella acque salmastre tra canali e mangrovie senza disdegnare di tanto in tanto una passeggiata sulla spiaggia per un tuffo in mare. Spiagge di sabbia bianca, rocce scure, oceano blu e foresta verde… l’isola di Orango, oggi parco nazionale, non può che affascinare! Si continua la navigazione verso Rubane. L’indomani escursione in barca passando per Soga Bay ed ammirare la grande colonia di fenicotteri rosa. Visita di Bubaque, il più grande villaggio dell’arcipelago e l’unico collegato al continente, tramite servizio di traghetto settimanale. Vicoli sterrati, un piccolo e coloratissimo mercato, qualche negozietto e vari bar locali, un museo di cultura locale minuscolo ma interessate. Rientro a Rubane. Tempo libero per relax sulla spiaggia o passeggiate alla scoperta della vegetazione e delle abitazioni locali. Pranzi pic nic, cene e pernottamenti al Fishing Club o all’Hotel Ponta Anchaca.
 
9° giorno
Bolama-Bissau
 
Partenza alla volta di Bolama, antica capitale della Guinea portoghese che perse d’importanza 1941 quando la capitale fu trasferita a Bissau. Abbandonata dai portoghesi, la città è stata man mano invasa dalla vegetazione ed oggi offre ai pochi visitatori una strana atmosfera da città fantasma. Suggestivo passeggiare tra i grandi vialoni deserti e i begli edifici dall’architettura lusitana, tra colonnati neoclassici, aride fontane e giardini frequentati da capre al pascolo. Si risalpa per raggiungere Bissau. La capitale possiede ancora antichi edifici coloniali ed un grande forte, ricordo della terribile epoca della tratta degli schiavi che vide partire, incatenate, milioni di persone dalle coste africane. Ma come ogni città africana possiede anche un animato mercato e bancarelle che offrono souvenir d’artigianato locale. Cena libera. In serata trasferimento in aeroporto ed imbarco.
 
10° giorno
Italia
 
Arrivo in Italia. 
 
 
N.B. La recettività alberghiera è scarsa. In caso di indisponibilità di camere negli hotel previsti sarà necessario ricorrere ad altre strutture, il più possibile simili. Per la stessa ragione in qualche caso potrebbe non essere garantita la camera singola. 
 
L’ordine cronologico delle visite nelle isole Bijagos potrebbe essere modificato in funzione delle maree. Tutte le visite saranno comunque mantenute.
 
Le partenze sono studiate per assistere ad un evento naturalistico o tribale .

DATE E PREZZI DA DEFINIRE


 

Prezzi e date di partenza

data di partenza rientro Note particolari Prezzo HS Calc

Calcolo del prezzo


Descrizione Costo
Costi fissi
Prezzo base a persona in camera doppia € 0
isc + assicurazione medico/bagaglio € 80
Supplemento alta stagione € 0
Tasse aeroportuali indicativamente* € 0
Costi accessori e supplementi
  TOTALE DEI COSTI  

costi annessi e supplementi


Costo a persona Prezzo
Tasse Aeroportuali, da verificare al momento dell'emissione del biglietto € 0
Sistemazione in singola € 0
Iscrizione ed Assicurazione medico-bagaglio € 80


La quota comprende:
Sistemazione in camere doppie standard 
Trasferimenti da e per l’aeroporto in Guinea Bissau
Pensione completa, esclusi i pasti a Bissau
Tutte le escursioni e le visite durante l’itinerario previste da programma
Ingressi ai parchi, concessioni, aree protette e siti di interesse culturale
Trasporto terrestre in minibus e navigazione in motoscafi attrezzati
Acqua minerale durante trasferimenti e visite
Guida parlante italiano o inglese
 
La quota non comprende:
Il volo internazionale
L’importo del visto d’ingresso
L’iscrizione ed assicurazione medico/bagaglio
I permessi foto/video per riprendere particolari manifestazioni
Le bevande, le mance, gli extra di natura personale, quanto non espressamente citato
 
Supplementi:
 Sistemazione in singola
*Alta stagione terrestre
Gruppo da 2 a 5 partecipanti: € 390
Pertenza per il Carnevale
Assicurazione annullamento facoltativa



Assicurazione Annullamento facoltativa


Attenzione: la richiesta di assicurazione contro il rischio annullamento va confermata contestualmente alla conferma del viaggio e viene resa operativa al momento del ricevimento dell'acconto.

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Punti forti del viaggio

In Breve...

Lunghe spiagge deserte spalleggiate da una vegetazione imponente ed impenetrabile che nasconde, sulle poche isole abitate, piccoli insediamenti. Sono i villaggi dei Bijagos, rifugiatisi qui in tempi lontani nel ventre verde e rassicurante della foresta, vera protagonista della loro vita, per conservare intatte le proprie tradizioni. Una spruzzata di isole, ottantotto in tutto, al largo delle coste africane: una scorribanda in fuoribordo tra natura selvaggia e affascinanti tradizioni.
 

Richiesto per partire:

  • Passaporto valido
  • Visto/i da ottenere in Italia