dalle creste andine alle paludi del Bañado de la Estrella
Di luoghi belli ce ne sono al mondo...ma questo dovrebbe figurare tra i primi, tra i più insoliti e straordinari. L’idea è un’esplorazione, per certi tratti una “prima”, di quella regione spettacolare e sconosciuta che si trova tra le due cordigliere andine: la Puna. Deserti d’altura e oasi, vulcani e lagune turchese, sculture di pomice, ignimbriti, lave e rocce dai colori improbabili, miniere fantasma, “salar” tra i più estesi del pianeta e campi di dune di sabbia candida...il tutto avvolto in una luce affilata, frizzante, che ritaglia le forme ed esaspera i colori. E per finire in bellezza le immense lagune infiocchettate di palme della Estrella, sconosciute, ai confini col Paraguay…
Grande Viaggio in una terra che nei suoi angoli più noti vede forse 100 visitatori l’anno. Inusitate emozioni per palati fini, per intenditori. Per pochi eletti.
1° e 2° giorno
Roma-Buenos Aires-Salta-Cafayate
Partenza da Roma con volo di linea. Notte a bordo. Arrivo a Buenos Aires ed imbarco sul volo per Salta, “la linda”, situata a 1200 metri d’altezza. Partenza immediata tra paesaggi che variano lungo il percorso. Si attraversano le piantagioni di tabacco della verde valle di Lerma, poi una vegetazione subtropicale. Poi ecco la Quebrada de la Conchas, formazione geologica che separa i fianchi opposti di montagne originariamente saldate tra loro, impressionante canyon dal colore rossastro scavato dall’omonimo Rio. Lo spettacolo che la natura offre è meraviglioso, l’erosione ha intagliato le montagne in forme capricciose e le rocce multicolori sono uno sballo! Una sosta qua e là, lungo il percorso, permetterà di ammirare e fotografare un panorama sempre nuovo, sempre mozzafiato. Poi ecco Cafayate, situata nel cuore delle valli Calchaquíes, una cittadina di stampo coloniale che ospita l'importante cattedrale “Nuestra Señora del Rosario”, sede vescovile, edificata nel 1885 in sostituzione di una ancora precedente. Tutta la regione è coltivata a vigne d’altura ed il vino prodotto, grazie al basso grado di umidità nell’aria delle vallate, ha un sapore caratteristico e, come il Torrentès, è particolarmente profumato e rinomato. Provate a degustare il gelato di vino, rosso o bianco (meglio il rosso, fatto col cabernet). E pure la birra artigianale che fanno in un paesino vicino, San Carlos, negra o ambrata, 8° di gradazione alcolica per “La Burra” e 11° per la “San Lunes”. Strepitose! Pernottamento in una bella e caratteristica struttura a Cafayate.
3° giorno
Cafayate-Fiambala
La strada continua per la provincia di Catamarca, fino a raggiungere Fiambalà, dove comincia la nostra vera esplorazione. Lungo il percorso breve sosta alle rovine di Quilmes, l’area archeologica più celebre del paese. L’antica città, abitata dal IX° al XVII° secolo, era costruita in un anfiteatro naturale. E’ considerata la sede del più grande raggruppamento pre-ispanico in Argentina e costituisce un’importante testimonianza della complessa organizzazione sociale del popolo Quilmes. Il sito è immenso e solo parzialmente scavato, ma la quantità di rovine portate alla luce è assolutamente impressionante e permette di immaginare la disposizione e la dimensione della città ed al tempo stesso di comprendere l’importanza strategica della posizione. Dai suoi 2000 metri si gode di un panorama eccezionale sulla vallata. Continuando sulla Ruta 43 in un territorio piuttosto arido e spoglio si incontrano i vigneti di Hualfin, un villaggetto agricolo sorprendentemente immerso nel verde che vanta una cappella del 1770, particolarmente graziosa ed insolita. Il viaggio prosegue attraverso i pittoreschi centri di Santa María, Belén e Londres, quest’ultima fondata dagli spagnoli nel 1558, seguendo le tracce dei primi conquistatori lungo lo storico Camino Real. Questa via di comunicazione, originariamente tracciata dagli Inca, fu fondamentale per la conquista della regione e per la nascita dei primi insediamenti coloniali, utilizzati per il trasporto di merci e minerali. A breve distanza da Londres, tempo permettendo, sguardo al sito archeologico incaico di El Shinkal, situato in posizione strategica su una serie di colline che dominano la vallata. Qui è possibile comprendere l’importanza del Qhapac Ñan, l’antica rete stradale inca, e il suo ruolo nell’espansione meridionale dell’Impero. Sul finir del pomeriggio si percorre la suggestiva Ruta del Adobe, antico itinerario che collegava i territori a est delle Ande con l’attuale Cile. Lungo il percorso minuscole chiese in adobe straordinariamente ben conservate testimoniano l’esistenza di antichi villaggi un tempo prosperi e oggi quasi scomparsi. In serata si raggiunge Fiambalá, villaggio adagiato ai piedi di imponenti vulcani, celebre per ospitare alcune delle dune di sabbia più alte al mondo. Cena e pernottamento in una struttura semplice.
4° giorno
La Puna catamarqueña è un museo a cielo aperto del vulcanismo. Sull’altopiano desertico, sul quale pascolano vigogne, lama e guanaco, l’aria è frizzante, il cielo limpido e la luce tagliente come un rasoio. Un percorso straordinario ed esplorativo ci condurrà, secondo lo stato delle piste e dei passaggi, attraverso un territorio che va ben al di là della nostra immaginazione per bellezza ed unicità. Ecco la Quebrada de Las Angosturas dalle rocce rosse e le lagune turchesi ai piedi del vulcano Pissis. Protagonista assoluto della giornata è proprio il Monte Pissis, imponente stratovulcano inattivo dalle sei cime, la cui parete nord è in gran parte ricoperta da ghiacciai mentre quella sud è solcata da una lingua glaciale incastonata tra scuri contrafforti rocciosi. La sua altezza è stata a lungo oggetto di dibattito: secondo i dati ufficiali dell’Instituto Geográfico Nacional (IGN), con i suoi 6.882 metri, il Pissis è oggi considerato il vulcano più alto del mondo, superando il Nevado Ojos del Salado. In ogni caso, per le sue caratteristiche, il Pissis può essere definito il più alto vulcano inattivo del pianeta, mentre l’Ojos del Salado resta il più alto tra quelli attivi. Durante l’escursione si raggiunge il celebre Balcón del Pissis, straordinario punto panoramico che regala una vista maestosa su questo gigante andino e sull’ambiente minerale e silenzioso che lo circonda: un paesaggio d’alta quota di rara potenza, dove il cielo sembra ancora più vicino alla terra. Pranzo pic-nic in corso di escursione. Rientro a Fiambalá. Cena in ristorante locale e pernottamento in una struttura semplice.
5° giorno
Fiambalà-Volcàn Blanco
Partenza per una tappa tra le più affascinanti ed avventurose dell’itinerario: ecco le dune di Taton ed il Rio Papas incassato tra alte pareti di ignimbriti erose e basalti che obbliga ad innumerevoli guadi per raggiungere la minuscola comunità di Las Papas, minuscolo insediamento rurale adagiato in una valle isolata, dove il tempo sembra essersi fermato e la presenza umana è ancora legata ai ritmi ancestrali della montagna. Si prosegue quindi verso Los Hornos, area d’alta quota dominata da cime severe e paesaggi minerali. Qui l’ambiente si fa decisamente unico: pendii spogli, colori netti e affioramenti di minerali testimoniano la potente storia geologica della regione, mentre l’aria rarefatta e il silenzio amplificano la sensazione di trovarsi ai confini del mondo. L’itinerario termina ai piedi del Volcán Blanco, vulcano isolato della Puna catamarqueña, che ha prodotto l'immane Campo de Piedra Pomez, una delle attrazioni principali di questo circuito. In questo scenario di straordinaria purezza viene allestito il campo per la notte, immersi in un paesaggio essenziale e suggestivo, sotto uno dei cieli stellati più limpidi delle Ande.
6° giorno
Volcán Blanco – Laguna Purulla – Volcán El Peinado
Si lascia il Volcán Blanco per proseguire attraverso vasti spazi d’alta quota lungo piste e tracce su suolo salino, in un ambiente aperto e solitario tipico della Puna. Il percorso, breve in termini di chilometri, ma intenso per scenari e condizioni, attraversa un territorio essenziale, dove lo sguardo spazia senza ostacoli tra altopiani, orizzonti lontani e vulcani isolati. Ecco la Laguna Purulla, oasi di avifauna durante i periodi più miti, circondata da spettacolari picchi color vinaccia punteggiati di minuscoli cespugli gialli. Ed ecco El Peinado, uno dei vulcani più belli, “pettinato” nella sua forma perfetta di...vulcano. Ai suoi piedi un'estesa laguna dall'acqua cristallina circondata da rocce multicolori. Una sorgente di acqua calda, testimonianza del vulcanismo latente, permetterà un piacevole momento dedicato ai lavaggi. La giornata si conclude nei pressi della base del vulcano dove viene allestito il campo tendato, immersi in uno dei paesaggi più puri e incontaminati della Puna catamarqueña.
7° giorno
El Peinado – Quebrada del Diablo – Antofagasta de la Sierra – El Peñón
Oggi si passa dalla Quebrada del Diablo, impressionante canyon inciso nella roccia, dove pareti frastagliate e colori intensi accompagnano il viaggio in uno scenario aspro e potente, tipico delle regioni più remote della Puna. Attraversata la quebrada, si raggiunge il piccolo villaggio di Antofagasta de la Sierra, passando dietro al Filo Rojo, un lungo rilievo dal colore rosso impossibile. In questo centro d’alta quota immerso in un contesto vulcanico straordinario, sopravvivono tradizioni andine e un rapporto autentico con un territorio estremo. Nel pomeriggio si prosegue verso El Peñón, piccolo villaggio situato nel cuore della Puna catamarqueña, a 3.400 metri di altitudine. Qui termina questa intensa traversata attraverso aree poco frequentate e di rara bellezza, che restituiscono appieno il senso di isolamento e vastità del deserto d’alta quota. Cena e pernottamento nell’ Hostería de Altura a El Peñón.
8° giorno
El Peñón – Volcán e Laguna Carachi Pampa – Campo de Piedra Pómez – Dunas Blancas – El Peñón
Giornata dedicata ad una delle aree più strepitose della Puna. Dapprima il vulcano Carachi Pampa. Le sue lingue di lava carbone scendono dal cono ricordando il vecchio “cappello del prete” e si stagliano sul Filo Rojo, una lunga scarpata dal rosa all'arancio, al rosso creando un contrasto notevole. Ai suoi piedi una laguna in cui si riflettono i colori dello spettacolare scenario. Qui trovano rifugio diverse specie di fenicotteri, in particolare il fenicottero andino e il fenicottero di James o della Puna; durante la stagione secca, attorno alla laguna si forma un piccolo salar che arricchisce ulteriormente il paesaggio di riflessi e contrasti. Più in là alte dune, così candide che sembrano di zucchero, si stagliano contro montagne plumbee dal cappuccio innevato e sovrastano un paesaggio abbagliante e strano scavato nella roccia di origine ignea che qui assume colorazioni dal bianco all’ocra. E’ il Campo de Piedra Pomez, le cui caratteristiche morfologiche e la sua elevatissima porosità la rendono facilmente aggredibile dagli agenti atmosferici, creando un gigantesco labirinto roccioso di torrioni invasi dalle sabbie. Migliaia di blocchi di pietra pomice sono disseminati su di un’area di 150 kmq che si visita serpeggiando in fuoristrada e a piedi tra le rocce e nella quale ci si perde ammirando l’opera del vento, eterno scultore di questa roccia andina. L’attività vulcanica della regione la rende particolarmente ricca di risorse minerarie: borace, zolfo, litio… Ritorno a El Peñon, al tepore dell’Hostaria in tempo per godere dei suggestivi colori del tramonto che avvolgono il villaggio e l’altopiano circostante. Cena e pernottamento.
9° giorno
El Peñón – Laguna Grande – Cratere del Galán – Herradura – Salar Hombre Muerto – Vega Colorada – Antofalla
Sulla strada che conduce al Vulcano Galan si incontra lo spettacolo offerto da Laguna Grande, un lago salino posto ad oltre 4000 metri d’altitudine le cui acque in primavera vengono liberate dalla morsa dei ghiacci e diventano luogo di ritrovo per una moltitudine di uccelli, in particolare per i fenicotteri, quello della Puna, o Piccolo Parina, e quello andino. Siamo in una delle zone più disabitate, aride e remote dell’Argentina, che ospita più di 200 vulcani. Il posto d’onore è tenuto dal Cerro Galan, antichissimo vulcano dal cuore ancora attivo, ma quiescente, che raggiunge la ragguardevole altezza di 5912 metri. Ma ragguardevole ed insuperata soprattutto è la dimensione della sua caldera: 34 km di diametro da nord a sud e 24 km da est ad ovest... Una dimensione tale da non essere riconoscibile da terra. Al suo interno un piccolo gioiello: Laguna Diamante, amata e frequentata dai fenicotteri grazie alla sua posizione riparata dai venti freddi. Si continua quindi verso il Salar del Hombre Muerto, una delle principali aree di estrazione del litio delle Ande, dove una sorprendente laguna verde contrasta con l’immensa distesa bianca e piatta del salar, modellata anche dalle attività minerarie. Una pista secondaria conduce infine alla Vega Colorada, vasta zona umida dai colori intensi, utilizzata dalla comunità di Antofalla come pascolo per lama e ovini. L’ultimo tratto è una ripida discesa che regala vedute mozzafiato sul Salar di Antofalla, una distesa salina stretta ma lunghissima, celebre per la sua bellezza intatta e selvaggia. Arrivo all’Oasi di Antofalla, minuscolo villaggio di circa 30 abitanti, dove si viene accolti dalla comunità locale. All'ombra dei pioppi il piccolo villaggio, unico nella regione, vive ancora oggi di un minimo di agricoltura e pastorizia, un tempo tappa per i mandriani che attraversavano la Puna per raggiungere il Cile. Qui, grazie a un progetto di collaborazione avviato nel 2020, è stata realizzata la Casa de Altura di Antofalla, nuova e semplice struttura che ci ospiterà per la cena ed il pernottamento.
10° giorno
Antofalla – Bosques del Salar – Ojos de Campo – Botijuela – Antofalla
La giornata inizia nel piccolo villaggio di Antofalla, punto di partenza di un’escursione che esplora gli angoli più suggestivi del salar circostante. La prima tappa è rappresentata dai Bosques del Salar, una zona caratterizzata da formazioni di sale e minerali che si innalzano verticali come alberi, creando l’impressione di una vera e propria foresta salata. Qui si cammina a piedi per ammirare da vicino la magia di questi paesaggi surreali. Si fa ritorno ad Antofalla per proseguire verso gli Ojos de Campo, piccoli specchi d’acqua con colori intensi e forme circolari, situati ai margini del salar. Questi bacini naturali aggiungono ulteriori contrasti cromatici al paesaggio e offrono interessanti opportunità di osservazione naturalistica. L’itinerario continua quindi verso Botijuela, valle minore in cui sgorgano sorgenti termali naturali. Una breve sosta permette di ammirare il sito e rilassarsi nel contesto tranquillo e isolato, prima di far ritorno ad Antofalla, dove si conclude questo affascinante circuito tra sale, acque e minerali. Cena e pernottamento ad Antofalla.
11° giorno
Camino a Archibarca – Salar de Río Grande – Mina Casualidad – Mina Julia – Cono de Arita – Salar de Arizaro – Tolar Grande
Poco più in là l'oasi di Antofallita, ancora più piccola, nasce ai bordi di questo che è il salar più lungo al mondo, tra terre rosso cinabro e specchi d'acqua cristallina, belle cristallizzazioni di gesso e colori impensabili. Buffo ed enigmatico il Cono Arita (sacro per la popolazione locale) che si erge, con la sua perfetta piramide scura, a sovrastare il Salar de Arizaro, immensa distesa salina tra le più grandi al mondo. Ai bordi del salar corre il Ramal C-14, la mitica ferrovia che attraverso le Ande congiungeva Salta ad Antofagasta in Cile, ossia i deserti d'altura con l'oceano o, molto più prosaicamente, le ricche aree minerarie andine con l'importante sbocco sul mare. Una sosta s’impone alla piccola stazione ferroviaria di Caipe: un vagone, qualche ufficio disseminato di registri, due rotaie vuote, il silenzio tra i pioppi... sembra di essere in un film alla Wenders... e lo sguardo non può che perdersi negli spazi appaganti ed abbacinanti di questo angolo di Argentina, pensando come il deserto, in genere così ostile, possa invece sembrare così dolce e rilassante con i suoi incredibili colori. È proprio in direzione del confine cileno che prosegue il viaggio, fino alla Mina Julia, dove, lontani da tutto, un tempo vivevano e lavoravano almeno 200 minatori per estrarre minerali contenenti zolfo. E’ uno dei luoghi più affascinanti dell’itinerario. Il materiale estratto veniva caricato sulla teleferica che scendeva dalla miniera al complesso di La Casualidad, circa tremila abitanti, dove veniva lavorato prima di ripartire in treno verso Salta e Antofagasta. Ora le due località sono borghi di fantasmi, su cui regna imperturbabile ed eterno il silenzio freddo della Puna. Paesaggi grandiosi per noi, senza dubbio, che devono esser sembrati un incubo infernale, una prigione senza mura, ai tanti minatori disseminati nella regione. Il vento spazza le rocce dalle mille sfumature...poco lontano il vulcano Llullaillaco si erge a prepotente sentinella di confine. Ancora più in là troneggia il vulcano Socompa e la laguna omonima. Arrivo a Tolar Grande nel tardo pomeriggio. Cena in ristorante locale e pernottamento alla Casa Andina.
12° giorno
Tolar Grande – Desierto del Laberinto – San Antonio de los Cobres – Salinas Grandes – Purmamarca
La mattina a Tolar Grande offre la possibilità di brevi escursioni panoramiche indimenticabili, tra cui una visita alla Duna Nascosta, da cui si gode di un panorama a 360° che spazia dal Sacred Macon Mountain fino al Volcano Llullaillaco, dove nel 1999 una spedizione del National Geographic scoperse le mummie di tre bambini Inca, oggi esposte al MAAM Museum di Salta. Dopo pochi chilometri da Tolar ecco una prima sosta: la crosta salina improvvisamente sprofonda rovinosamente nelle acque assurdamente limpide ed azzurre di tre piccoli specchi d'acqua, gli Ojos del Mar... ma non è solo uno spettacolo per gli occhi. Questi minuscoli laghi d'acqua salata rappresentano un ecosistema unico che ospita i microrganismi responsabili della formazione di stromatoliti, forme composte dall'interazione tra batteri, alghe e minerali di cui si hanno testimonianze fossili risalenti a 3,4 miliardi di anni fa e che vengono considerati come la prima forma di vita sulla terra! Ma le sorprese lungo questo tragitto non sono finite! Si raggiunge poi San Antonio de los Cobres, tranquillo villaggio d’alta quota, punto di partenza del celebre Tren a las Nubes. Proseguendo lungo la Ruta 40, breve sosta a La Juguetería, suggestiva formazione rocciosa che ricorda pezzi di un gioco da tavolo, modellata da un’antica eruzione vulcanica. Dopo Susques, centro storico dalle radici precolombiane, si arriva alle Salinas Grandes, le saline più bianche dell’Argentina, circondate da vulcani, dove l’immensità del paesaggio crea giochi di prospettiva unici. Scendendo lungo la Cuesta de Lipán, il punto più alto della giornata, si gode la miglior vista sulla Cordigliera Orientale delle Ande. Arrivo a Purmamarca, celebre per il Cerro de los Siete Colores. Cena e pernottamento in un bell’albergo.
13° giorno
Humahuaca – Hornocal – Tilcara – Libertador General San Martín
Merita una visita Purmamarca, grazioso villaggio di casette in adobe nel quale sorge la chiesa costruita nel 1648 in onore di Santa Rosa di Lima. La piazza centrale accoglie un mercato artigianale che offre oggetti in legno, tessuti ed una vasta scelta di piante medicinali. Sovrasta il borgo l’inverosimile Cerro de los Sietes Colores, così detto grazie all’incredibile colorazione del paesaggio che sembra uscito dalle pennellate azzardate di un artista bizzarro e fantasioso. Ma, si sa, la Natura è irripetibile e assolutamente insuperata ed insuperabile. Gli amanti della geologia potranno approfondire studiando gli elementi che concorrono a questo incredibile fenomeno. Da qui si sale alla spettacolare Serranía de Hornocal, conosciuta come la Collina dei Quattordici Colori, da cui si ammira uno dei panorami più straordinari della regione, con stratificazioni rocciose dai colori vividi e contrastanti. Si scende poi nella Quebrada de Humahuaca per visitare il villaggio di Tilcara ed ammirare pure la celebre “tavolozza del pittore”, altra formazione dai colori improbabili. Il piccolo centro conserva importanti siti archeologici e un vivace tessuto culturale locale. Il viaggio infine prosegue verso sud attraverso paesaggi in continuo mutamento fino a raggiungere Libertador General San Martín, dove la transizione dall’altopiano alle pianure subtropicali diventa evidente. Pranzo e cena in ristorante locale. Pernottamento in albergo.
14° giorno
Libertador General San Martín – Las Lomitas – Fortín La Soledad
Attraverso paesaggi subtropicali lussureggianti e comunità rurali, ci si inoltra in territori sempre più remoti e incontaminati. Lungo la strada si susseguono scorci panoramici, incontri con la fauna locale e l’autentica atmosfera della regione di confine del nord argentino. All’arrivo a Fortín La Soledad, si viene accolti da un ambiente tranquillo e appartato, perfetto per immergersi nella natura e scoprire la cultura unica di quest’area. La comunità locale offre l’opportunità di scoprire tradizioni, costumi e sapori autentici di questa regione remota. Qui è possibile respirare l’aria pura del nord argentino, ascoltare i suoni della foresta subtropicale e osservare da vicino la fauna locale in un contesto autentico. Pernottamento in casa locale.
15° giorno
Fortín La Soledad – Bañado La Estrella – Formosa
La giornata inizia a Fortín La Soledad, ai margini dell’immenso Bañado La Estrella, uno dei più grandi e straordinari ecosistemi paludosi del Sud America. La mattina è dedicata all’esplorazione di questo ambiente unico, ricco di corsi d’acqua, vegetazione tipica e una straordinaria varietà di uccelli che popolano la zona, dagli eleganti aironi agli spettacolari ibis, in un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura e del birdwatching. I riflessi dell’acqua e le distese verdi creano panorami suggestivi che sembrano dipinti dalla mano magica della natura. Il viaggio prosegue verso la città di Formosa, capitale dell’omonima provincia, dove l’arrivo nel tardo pomeriggio segna la fine di una giornata intensa, vissuta a contatto con la biodiversità e la bellezza selvaggia del Chaco argentino. Pernottamento all’Howard Johnson.
16° giorno
Formosa-Buenos Aires
La mattinata offre un’ultima occasione per salutare i paesaggi e l’atmosfera unica della regione, con i suoi spazi aperti e la natura incontaminata. Trasferimento privato dall’hotel all’aeroporto di Formosa per il volo di rientro a Buenos Aires. Pernottamento in hotel, cena libera.
17° giorno
Buenos Aires
Costruita nella pampa vuota e piatta sulle rive fangose del Rio della Plata, la capitale risale al 1536, quando Pedro de Mendoza vi giunse con le sue imbarcazioni provenienti dalla Spagna e oggi conta 3 milioni di abitanti, più del 10% dell’intera popolazione argentina. Carica di atmosfera e ricca della sua eredità europea, la splendida capitale del tango offre al visitatore grandi piazze ariose, eleganti palazzi ed ampie strade. La Plaza de Mayo rappresenta il nucleo dell'insediamento originale, nei cui pressi si trovano i pubblici uffici, la fortezza e la cattedrale. Il quartiere colorato di La Boca darà un’idea del luogo d’arrivo dei primi emigranti italiani, mentre San Telmo offrirà al visitatore curioso la vista dei famosi “conventillos”, le case familiari a più piani che sorgono ai bordi delle stradine in acciottolato, oggi occupate dagli antiquari. Qui, la domenica, si svolge uno dei più grandi, curiosi ed interessanti mercati di antichità del paese. Pasti liberi e nel pomeriggio trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per Roma.
18° giorno
Roma
Arrivo a destinazione.
| data di partenza | rientro | Note particolari | Prezzo | HS | Calc | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 2026 | Ven. 17 Apr | Lun. 04 Mag | 4990 | - | ![]() |
|
| Descrizione | Costo | |
|---|---|---|
| Costi fissi | ||
| Prezzo base a persona in camera doppia | € 4990 | |
| isc + assicurazione medico/bagaglio | € 80 | |
| Supplemento alta stagione | € 0 | |
| Tasse aeroportuali indicativamente* | € 0 | |
| Costi accessori e supplementi | ||
| Supplemento camera singola | € 650 | |
| TOTALE DEI COSTI | ||
| Costo a persona | Prezzo |
|---|---|
| Tasse Aeroportuali, da verificare al momento dell'emissione del biglietto | € 0 |
| Sistemazione in singola | € 650 |
| Iscrizione ed Assicurazione medico-bagaglio | € 80 |
La quota comprende:
La quota non comprende
Supplementi:
** NOTA BENE: Data l’estrema, imprevedibile variabilità delle tasse aeroportuali, security tax e fuel surcharge il loro importo definitivo sarà disponibile a 21 giorni dalla data di partenza.
Le quote offerte potrebbero essere suscettibili di adeguamento valutario, essendo i servizi a terra pagati in USD.
Attenzione: la richiesta di assicurazione contro il rischio annullamento va confermata contestualmente alla conferma del viaggio e viene resa operativa al momento del ricevimento dell'acconto.
Las Conchas, El Peinado, le dune di Taton,Campo de Piedra Pomez, Il cratere Galan, Antofalla, il salar de Arizaro ed il Cono Arita, Mina Julia, il Desierto del Diablo, Pochitos, Humahuaca, Purmamarca e il Cerro de los 7 Colores, Bañado de la Estrella
Di luoghi belli ce ne sono al mondo...ma questo dovrebbe figurare tra i primi, tra i più insoliti e straordinari. L’idea è un’esplorazione, per certi tratti una “prima”, di quella regione spettacolare e sconosciuta che si trova tra le due cordigliere andine: la Puna. Deserti d’altura e oasi, vulcani e lagune turchese, sculture di pomice, ignimbriti, lave e rocce dai colori improbabili, miniere fantasma, “salar” tra i più estesi del pianeta e campi di dune di sabbia candida...il tutto avvolto in una luce affilata, frizzante, che ritaglia le forme ed esaspera i colori. E per finire in bellezza le immense lagune infiocchettate di palme del Bañado de la Estrella, sconosciute, ai confini col Paraguay.
Grande Viaggio in una terra che nei suoi angoli più noti vede forse 100 visitatori l’anno. Inusitate emozioni per palati fini, per intenditori. Per pochi eletti.