Puna: i deserti d'altura

durata viaggio 17 giorni

 

1° e 2° giorno
Italia-Buenos Aires-Salta-Cafayate
 
Partenza dall’Italia con volo di linea. Notte a bordo. Arrivo e trasferimento all’aeroporto dedicato ai voli interni per l’imbarco sul volo per Salta, “la linda”, situata a 1200 metri d’altezza. Partenza immediata tra paesaggi che variano lungo il percorso. Si attraversano le piantagioni di tabacco della verde valle di Lerma, poi una vegetazione subtropicale. Poi ecco la Quebrada de la Conchas, formazione geologica naturale che separa i fianchi opposti di montagne originariamente saldate tra loro, impressionante canyon dal colore rossastro scavato dall’omonimo Rio. Lo spettacolo che la natura offre è meraviglioso, l’erosione ha intagliato le montagne in forme capricciose e le rocce multicolori sono uno sballo! Una sosta qua e là, lungo il percorso, permetterà di ammirare e fotografare un panorama sempre nuovo, sempre mozzafiato. Poi Cafayate, situata nel cuore delle valli Calchaquíes, una cittadina di stampo coloniale che ospita l'importante cattedrale “Nuestra Señora del Rosario”, sede vescovile, edificata nel 1885 in sostituzione di una ancora precedente. Tutta la regione è coltivata a vigne d’altura ed il vino prodotto, grazie al basso grado di umidità nell’aria delle vallate, ha un sapore caratteristico e, come il Torrentès, è particolarmente profumato e rinomato. Provate a degustare il gelato di vino, rosso o bianco (meglio il rosso, fatto col cabernet). E pure la birra artigianale che fanno in un paesino vicino, San Carlos, negra o ambrata, 8° di gradazione alcolica per “La Burra” e 11° per la “San Lunes”. Strepitose! Pernottamento in una bella e caratteristica struttura.
 
3° giorno 
Cafayate-Fiambala
 
La strada continua per la provincia di Catamarca, fino a raggiungere Fiambalà, dove comincia la nostra vera esplorazione. Lungo il percorso breve sosta alle rovine di Quilmes, l’area archeologica più celebre del paese. L’antica città, abitata dal IX° al XVII° secolo, era costruita in un anfiteatro naturale. E’ considerata la sede del più grande raggruppamento pre-ispanico in Argentina e costituisce un’importante testimonianza della complessa organizzazione sociale del popolo Quilmes. Il sito è immenso e solo parzialmente scavato, ma la quantità di rovine portate alla luce è assolutamente impressionante e permette di immaginare la disposizione e la dimensione della città ed al tempo stesso di comprendere l’importanza strategica della posizione. Dai suoi 2000 metri si gode di un panorama eccezionale sulla vallata. Continuando sulla Ruta 43 in un territorio piuttosto arido e spoglio si incontrano i vigneti di Hualfin, un villaggetto agricolo sorprendentemente immerso nel verde che vanta una cappella del 1770, particolarmente graziosa ed insolita. Pernottamento in una struttura semplice.
 
4° e 5° giorno
Fiambalà-Volcano Pissis-Las Papas-Volcano Blanco
 
La Puna catamarqueña è un museo a cielo aperto del vulcanismo. Sull’altopiano desertico, sul quale pascolano vigogne, lama e guanaco, l’aria è frizzante, il cielo limpido e la luce tagliente come un rasoio. Un percorso straordinario ed esplorativo ci condurrà, secondo lo stato delle piste e dei passaggi, attraverso un territorio che va ben al di là della nostra immaginazione per bellezza ed unicità. Ecco la Quebrada de Las Angosturas dalle rocce rosse e le lagune turchesi ai piedi del vulcano Pissis. Ritorno a Fiambalà per la notte e l'indomani partenza per una tappa tra le più suggestive: ecco le dune di Taton ed il Rio Papas incassato tra alte pareti di ignimbriti erose e basalti che obbliga ad innumerevoli guadi per raggiungere la minuscola comunità di Las Papas. Poi la pista si arrampica sulle creste circostanti in un tripudio di montagne rudi e tormentate. Spettacolare la caldera del Volcano Blanco che ha prodotto l'immane Campo de Piedra Pomez, una delle attrazioni principali di questo circuito. Primo pernottamento in tenda.
 
 6° e 7° giorno
Volcano Blanco-volcano el Peinado-Antofagasta de la Sierra
 
Un percorso tra mille meraviglie, panorami e passi d’alta quota ci permette di raggiungere la base di El Peinado, uno dei vulcani più belli, “pettinato” nella sua forma perfetta di...vulcano. Ai suoi piedi un'estesa laguna dall'acqua cristallina circondata da rocce multicolori con una sorgente di acqua calda, testimonianza del vulcanismo latente. Poi, sempre con lo sfondo del cono del Peinado, ecco la Laguna Blu e la Laguna Azzurra, a contatto seppur così diverse. Campo unico, indimenticabile!... L’indomani sarà difficile lasciare questo angolo così suggestivo, ma la propaggine meridionale del Salar de Antofalla con i suoi specchi d’acqua e altre sorprese attendono, fino al piccolo villaggio di Antofagasta de la Sierra, passando dietro al Filo Rojo, un lungo rilievo dal colore impossibile. Cena e pernottamento in una semplice ma calda ed accogliente struttura.
 
8° giorno
Quebrada Real Grande-Cratere Galan-Laguna Grande-El Peñon
 
Sulla pista che da Antofagasta conduce al Vulcano Galan si passa per lo spettacolo della Quebrada Real Grande, ricca di testimonianze del passato: graffiti e piccole pitture. Siamo in una delle zone più disabitate, aride e remote dell’Argentina, che ospita più di 200 vulcani. Il posto d’onore è tenuto dal Cerro Galan, antichissimo vulcano dal cuore ancora attivo, ma quiescente, che raggiunge la ragguardevole altezza di 5912 metri. Ma ragguardevole ed insuperata soprattutto è la dimensione della sua caldera: 34 km di diametro da nord a sud e 24 km da est ad ovest... Una dimensione tale da non essere riconoscibile da terra. Al suo interno un piccolo gioiello: Laguna Diamante, bella ma forse tossica, di un bel color turchese. Poi è la volta di Laguna Grande, un lago salino posto ad oltre 4000 metri d’altitudine le cui acque in primavera vengono liberate dalla morsa dei ghiacci e diventano luogo di ritrovo per una moltitudine di uccelli, in particolare per i fenicotteri, quello della Puna (o Piccolo Parina) e quello andino, in ragione di 19.000 individui circa. Infine tra belle ignimbriti e ampi spazi si giunge a El Peñon, per una bella cena ed una prima notte nell’accogliente e calda struttura dell’Hostaria omonima.
 
9° giorno
Volcano Carachi Pampa-Dunas Blancas-Campo de Piedra Pomez-El Peñon
 
Giornata dedicata ad una delle aree più strepitose della Puna. Dapprima il vulcano Carachi Pampa. Le sue lingue di lava carbone scendono dal cono ricordando il vecchio “cappello del prete” e si stagliano sul Filo Rojo, una lunga scarpata dal rosa all'arancio creando un contrasto notevole. Ai suoi piedi una laguna in cui si riflettono i colori dello spettacolare scenario. Più in là alte dune, così candide che sembrano di zucchero, si stagliano contro montagne plumbee dal cappuccio innevato e sovrastano un paesaggio abbagliante e strano scavato nella roccia di origine ignea che qui assume colorazioni dal bianco all’ocra. Le sue caratteristiche morfologiche e la sua elevatissima porosità la rendono facilmente aggredibile dagli agenti atmosferici che ne hanno scolpito le forme creando un gigantesco labirinto roccioso di torrioni invasi dalle sabbie. Migliaia di blocchi di pietra pomice sono disseminati su di un’area di 150 kmq che si visita serpeggiando in fuoristrada e a piedi tra le rocce e nella quale ci si perde ammirando l’opera del vento, eterno scultore di questa roccia andina. Veramente un paesaggio che non sembra terrestre… L’attività vulcanica della regione la rende particolarmente ricca di risorse minerarie: borace, zolfo, litio… Ritorno a El Peñon, al tepore dell’Hostaria.
 
10° e 11°giorno
Vega Colorada-Salar de Antofalla-Ojos de Campo-Antofalla-cono Arita-La Casualidad-Mina Julia
 
Quebradas sperdute offrono l’opportunità di avvicinare a tiro di “compatta” branchi di graziosissime vigogne, eleganti, timide e curiose. Minuscoli cespugli gialli punteggiano i rilievi, mentre sullo sfondo troneggia il rilievo inusueto e magnifico che domina la Vega Colorada. Ma ecco il Salar de Antofalla e la piccola oasi omonima. Prima di scendere nel salar lo spettacolo è inebriante…piccole e grandi pozze d’acqua di un azzurro pastello si stagliano sul bianco del sale e fanno da contorno al grande vulcano Antofalla. All'ombra dei pioppi il piccolo villaggio, unico nella regione (forse 40 anime), vive ancora oggi di un minimo di agricoltura e pastorizia, un tempo tappa per i mandriani che attraversavano la Puna per raggiungere il Cile. Cena e pernottamento “in famiglia” nelle stanze che i paesani metteranno a disposizione. Poco più in là l'oasi di Antofallita, ancora più piccola, nasce ai bordi di questo che è il salar più lungo al mondo, tra terre rosso cinabro e specchi d'acqua cristallina, belle cristallizzazioni di gesso e colori impensabili. Buffo ed enigmatico il Cono Arita (sacro per la popolazione locale) che si erge, con la sua perfetta piramide scura, a sovrastare il Salar de Arizaro, immensa distesa salina tra le più grandi al mondo. Ai bordi del salar corre il Ramal C-14, la mitica ferrovia che attraverso le Ande congiungeva Salta ad Antofagasta in Cile, ossia i deserti d'altura con l'oceano o, molto più prosaicamente, le ricche aree minerarie andine con l'importante sbocco sul mare. Una sosta s’impone alla piccola stazione ferroviaria di Caipe: un vagone, qualche ufficio disseminato di registri, due rotaie vuote, il silenzio tra i pioppi... sembra di essere in un film alla Wenders... e lo sguardo non può che perdersi negli spazi appaganti ed abbacinanti di questo angolo di Argentina, pensando come il deserto, in genere così ostile, possa invece sembrare così dolce e rilassante con i suoi incredibili colori. È proprio in direzione del confine cileno che prosegue il viaggio, fino alla Mina Julia, dove, lontani da tutto, un tempo vivevano e lavoravano almeno 200 minatori per estrarre minerali contenenti zolfo. E’ uno dei luoghi più affascinanti dell’itinerario. Il materiale estratto veniva caricato sulla teleferica che scendeva dalla miniera al complesso di La Casualidad, circa tremila abitanti, dove veniva lavorato prima di ripartire in treno verso Salta e Antofagasta. Ora le due località sono borghi di fantasmi, su cui regna imperturbabile ed eterno il silenzio freddo della Puna. Paesaggi grandiosi per noi, senza dubbio, che devono esser sembrati un incubo infernale, una prigione senza mura, ai tanti minatori disseminati nella regione. Il vento spazza le rocce dalle mille sfumature...poco lontano il vulcano Llullaillaco si erge a prepotente sentinella di confine. Più in là il vulcano Socompa e la laguna omonima. Campo.
 
12° giorno
Salar de Arizaro-Tolar Grande-Ojos del Mar-Deserto Labirinto-Salar de Pocitos-San Antonio de los Cobres
 
Costeggiando il Salar de Arizaro si arriva a Tolar Grande, piccolo centro ferroviario all'incrocio delle direttrici della Ruta Nacional 51 con il Ramal C-14. Dopo pochi chilometri ecco una prima sosta: la crosta salina improvvisamente sprofonda rovinosamente nelle acque assurdamente limpide ed azzurre di tre piccoli specchi d'acqua, gli Ojos del Mar... ma non è solo uno spettacolo per gli occhi. Questi minuscoli laghi d'acqua salata rappresentano un ecosistema unico che ospita i microrganismi responsabili della formazione di stromatoliti, forme composte dall'interazione tra batteri, alghe e minerali di cui si hanno testimonianze fossili risalenti a 3,4 miliardi di anni fa e che vengono considerati come la prima forma di vita sulla terra! Ma le sorprese lungo questo tragitto non sono finite! Si prosegue verso il Deserto Labirinto, suggestivo susseguirsi di mammelloni ed alture argillose dal colore di un intenso rosso e morbidamente modellate dal vento e dall'acqua. La pista poi prosegue attraverso il Salar de Pocitos, un’altra bella (e colorata!!!) meraviglia. Pernottamento a San Antonio de Los Cobres.
 
13° giorno
San Antonio de los Cobres-Susques-Barrancas-Salinas Grandes-Purmamarca
 
Dopo esser passati sotto La Polverilla, il viadotto per il treno più alto del mondo ed aver seguito un paio di quebradas molto pittoresche, si   raggiunge infine Susques, piccolo centro abitato nato come i precedenti grazie ai traffici minerari. Vale uno sguardo la piccola e commovente chiesetta dal tetto in paglia. Una deviazione porta verso gli interessanti petroglifi di Barrancas, verso i bordi della laguna Guayatayoc e la comunità di minatori del Cerro Negro che estraggono il sale. Infatti tra i contrafforti della Cordigliera delle Ande si nasconde uno dei deserti di sale più grandi al mondo, Salinas Grandes, oltre 1000 kmq di suolo sterile. Ai bordi l’acqua non è totalmente evaporata e colma numerosi bacini allineati che offrono la bellezza dei loro riflessi blu, a completamento di un paesaggio già stupendo. Il sale è raccolto da numerosi scavatori che abitano modestissime casine. Di sale, naturalmente. Il viaggio attraverso la Puna argentina è finito, qui, e allora giù, con ampi tornanti, fino alla celebre Quebrada de Humahuaca. Pernottamento in hotel a Purmamarca e cena.
 
14° giorno
Purmamarca-Tilcara-Salta
 
Nella quebrada merita una visita Purmamarca, grazioso villaggio di casette in adobe nel quale sorge la chiesa costruita nel 1648 in onore di Santa Rosa di Lima. La piazza centrale accoglie un mercato artigianale che offre oggetti in legno, tessuti ed una vasta scelta di piante medicinali. Sovrasta il borgo l’inverosimile Cerro de los Sietes Colores, così detto grazie all’incredibile colorazione del paesaggio che sembra uscito dalle pennellate azzardate di un artista bizzarro e fantasioso. Ma, si sa, la Natura è irripetibile e assolutamente insuperata ed insuperabile. Gli amanti della geologia potranno approfondire studiando gli elementi che concorrono a questo incredibile fenomeno. Una passeggiata altamente spettacolare porterà a fare il giro del cerro, scoprendo ancora scorci, sedimenti, erosioni e colori mozzafiato. Gran finale! Con una escursione al villaggio di Tilcara per ammirare pure la celebre “tavolozza del pittore”, altra formazione dai colori improbabili. Dopodiché si torna a casa, a Salta. Cena e pernottamento in albergo.
 
15° giorno
Salta-Buenos Aires
 
Nata per difendere le fertili vallate che collegano il Rio de la Plata con l'alto Perù dagli attacchi delle popolazioni indigene, Salta venne quasi completamente distrutta da un terremoto nel 1692. Ricostruita divenne, quasi un secolo più tardi, la capitale di quello che oggi viene chiamato il NOA, Nord Ovest Argentino, arricchendosi man mano di edifici coloniali pubblici, religiosi e privati fino a quando le guerre che nella prima metà dell'800 sconvolsero il paese e le chiusure commerciali verso Bolivia e Cile ne decretarono il veloce declino. A fine '800 nuovo impulso commerciale venne dalla costruzione della ferrovia che collegava Salta ad Antofagasta, in Cile, richiamando nella regione un gran numero di immigrati impiegati nello sfruttamento delle risorse della regione: allevamento, legname ed una gran varietà di minerali. Circondata dalle vette andine, la città è ricca di testimonianze coloniali, tipiche ed affascinanti: la Cattedrale, che coniuga il gusto neoclassico degli architetti italiani che vi hanno lavorato al barocco spagnolo, la grande piazza completamente porticata, lo storico cabildo, il convento di san Bernardo, la chiesa di S. Francisco ridondante di orpelli e decori... Interessantissimo il MAAM, il Museo de Arqueologia de Alta Montaña, che conserva le mummie dei tre bambini trovati sul vulcano Llullaillaco assieme al loro piccolo tesoro. Piacevole una bella passeggiata nel centro storico, magari con una sosta in una delle numerose cafeterias, occasione per una gradevole pausa salteña, godendosi il clima solitamente eccellente. Pasti liberi e nel pomeriggio trasferimento in aeroporto per il volo su Buenos Aires. Arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel.
 
16° giorno
Buenos Aires
 
E' domenica. E la domenica nel quartiere di S.Telmo si svolge il più incredibile e suggestivo dei mercati della capitale: rigattieri, antiquari ed artigiani si ritrovano qui per dar vita ad una festa per gli occhi, una fiera quanto mai varia, dagli oggetti più umili ai pezzi più ricercati, in un clima di autentica gioia paesana. Giornata libera quindi, dedicata al mercato di S.Telmo ed eventualmente ad altre visite. Costruita nella pampa vuota e piatta sulle rive fangose del Rio della Plata, la capitale è nata nel 1536 quando Pedro de Mendoza vi giunse con le sue imbarcazioni provenienti dalla Spagna. Oggi conta 3 milioni di abitanti ed accoglie più del 10% dell’intera popolazione argentina. Carica di atmosfera e ricca della sua eredità europea, la splendida capitale del tango offre al visitatore grandi piazze ariose, eleganti palazzi ed ampie strade. La Plaza de Mayo rappresenta il nucleo dell'insediamento originale, nei cui pressi si trovano i pubblici uffici, la fortezza, la cattedrale, il cimitero monumentale della Recoleta. Il quartiere colorato e spumeggiante di La Boca darà un’idea del luogo d’arrivo dei primi emigranti italiani. Pasti liberi e trasferimento in aeroporto per il volo verso il vecchio continente.
 
17° giorno
Italia
 
 
 

 


 

 

 

 

Prezzi e date di partenza

data di partenza rientro Note particolari Prezzo HS Calc

Calcolo del prezzo


Descrizione Costo
Costi fissi
Prezzo base a persona in camera doppia € 5980
isc + assicurazione medico/bagaglio € 80
Supplemento alta stagione € 0
Tasse aeroportuali indicativamente* € 0
Costi accessori e supplementi
Supplemento camera singola € 590
  TOTALE DEI COSTI  

costi annessi e supplementi


Costo a persona Prezzo
Tasse Aeroportuali, da verificare al momento dell'emissione del biglietto € 0
Sistemazione in singola € 590
Iscrizione ed Assicurazione medico-bagaglio € 80


La quota comprende:

  • I voli a/r da Milano/Roma in classe economy ed i voli domestici
  • Sistemazione in camere doppie standard ed in tende tipo igloo (a Tolar Grande non è garantita la camera singola)
  • Trasferimenti da e per l’ aeroporto
  • Circuito a bordo di 4x4 (3/4 passeggeri + autista)
  • Pensione completa, esclusi i pasti nella capitale
  • Tutte le escursioni e le visite citate nel programma

 

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali, security tax & fuel surcharge;
  • L’iscrizione ed assicurazione medico/bagaglio (80 euro)
  • I pasti nella capitale;
  • Le bevande, le mance, gli extra di natura personale, quanto non espressamente citato.

 

Supplementi:

  • Sistemazione in singola;
  • Assicurazione annullamento facoltativa.


** NOTA BENE: Data l’estrema, imprevedibile variabilità delle tasse aeroportuali, security tax e fuel surcharge il loro importo definitivo sarà disponibile a 21 giorni dalla data di partenza.

 

Le quote offerte potrebbero essere suscettibili di adeguamento valutario, essendo i servizi a terra pagati in USD.



Assicurazione Annullamento facoltativa


Attenzione: la richiesta di assicurazione contro il rischio annullamento va confermata contestualmente alla conferma del viaggio e viene resa operativa al momento del ricevimento dell'acconto.

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Punti forti del viaggio

Las Conchas, El Peinado, le dune di taton,Campo de Piedra Pomez, Il cratere Galan, Antofalla, il salar de Arizro ed il Cono Arita, mina Julia, il Desierto del Diablo, Pochitos,Himahuaca

In Breve...

Di luoghi belli ce ne sono al mondo...ma questo dovrebbe figurare tra i primi, tra i più insoliti e straordinari. L’idea è un’esplorazione, per certi tratti una “prima”, di quella regione spettacolare e sconosciuta che si trova tra le due cordigliere andine: la Puna. Deserti d’altura e oasi, vulcani e lagune turchese, sculture di pomice, ignimbriti, lave e rocce dai colori improbabili, miniere fantasma, “salar” tra i più estesi del pianeta e campi di dune di sabbia candida...il tutto avvolto in una luce affilata, frizzante, che ritaglia le forme ed esaspera i colori. Grande Viaggio in una terra che nei suoi angoli più noti vede forse 100 visitatori l’anno. Inusitate emozioni per palati fini, per intenditori. Per pochi eletti.

Richiesto per partire:

  • Passaporto valido