L'Africa dei Grandi Laghi resta una regione ancora sconosciuta, un luogo mitico, dalle mille sfumature di verde, crocevia di antiche migrazioni umane, sorgente dei due principali fiumi del continente: il Nilo e il Congo. Il lago Tanganyika è il bacino lacustre più profondo dell'africa e le sue sponde sono state teatro del mitico incontro tra Stanley e Livingstone; il lago Kivu è una preziosa gemma africana incastonata in una corona di vulcani; il lago Edoardo e' interamente circondato da una vasta area protetta - il parco Queen Elizabeth - ecosistema unico; più a nord, il lago Alberto, su cui dominano i picchi innevati del Ruwenzori, è parte integrante del complesso sistema dell'alto Nilo. infine, il lago Victoria, il più grande del continente e il più esteso bacino tropicale del pianeta, e' la sorgente del ramo più lungo del Nilo, il Nilo Bianco.
In questo ambiente incontaminato l'orografia e' estremamente varia, i paesaggi mutano di continuo, così come la fauna: nelle fitte foreste incontreremo gli ultimi gorilla di montagna e i gorilla di pianura orientali, proveremo ad avvicinare gli scimpanzè, le savane sono popolate da grandi erbivori e dai loro predatori. Nelle foreste congolesi vive un timido, piccolo parente della giraffa: l'okapi, in via di estinzione. I popoli che incontreremo lungo il percorso hanno volti e fattezze, lingue e organizzazioni sociali che testimoniano l'appartenenza ad etnie diverse: agricoltori di origine bantu, allevatori nilotico-cuscitici e, nelle impenetrabili foreste dell'Ituri, in congo, gli ultimi eredi delle società acefale di cacciatori e raccoglitori, i pigmei bambuti, i piccoli uomini della foresta, testimonianza vivente di una civiltà sviluppatasi in simbiosi con l'ambiente naturale. Si tratta di una spedizione unica, guidata da Marcel Walter, il più grande esperto della regione.
1° giorno
Roma-Bujumbura
In serata è previsto il ritrovo dei partecipanti a Fiumicino, da dove un volo notturno ci conduce a Bujumbura, via Addis Abeba.
2° giorno
Bujumbura
Arrivo nella capitale del Burundi, che sorge sulla sponda Nord-Est del lago Tanganyika. In centro, dal chiaro aspetto coloniale, spicca la cattedrale, la moschea, il grande mercato. Si sale sul belvedere, da cui la vista spazia sul lago e si visita il mausoleo del di Prince Louis Rwagasore, un eroe dell’indipendenza del Burundi. A una decina di chilometri, una pietra segna il luogo dove Stanley e Livingstone sostarono nella loro spedizione alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Sistemazione in hotel.
3° giorno
Riserva Naturale di Rusizi-Nia-Ngezi escarpment-Bukavu
Al mattino presto si parte alla volta della Riserva Naturale di Rusizi. Il delta del Rusizi si estende per 500 ettari, coperti prevalentemente da Pharagmites Mauritianus. Qui trovano rifugio alcune famiglie di antilopi e ippopotami. Con un po’ di fortuna è possibile imbattersi in pigri e sonnolenti coccodrilli intenti a crogiolarsi al sole. Al posto di frontiera di Gatumba si entra in Congo, il “cuore di tenebra” di conradiana memoria, il gigante dell’Africa centrale. Si attraversano le distese erbose dove i pastori Banyamulege pascolano i loro buoi dalle lunghe corna. Una pista ripida sale sul Nia-Ngezi Escarpment, con viste fantastiche sul fiume Rusizi. Attraversando vari villaggi si giunge a Bukavu, centro amministrativo della provincia del Sud-Kivu. Sistemazione in hotel.
4° giorno
Il Parco Kahuzi Biega e gli Eastern Lowland gorillas
Al mattino presto si parte per il Parco Kahuzi Biega, patrimonio dell’Unesco, un’area di foresta tropicale primaria dominata da due vulcani ormai estinti, il Kahuzi e il Biega. Qui hanno trovato rifugio gli ultimi gruppi di Gorilla Orientali di Pianura (gorilla gorilla graueri), circa 250 individui che vivono tra i 2100 e i 2400 metri di altitudine. Con l’aiuto di un ranger e dei trackers, ci avviciniamo a questi rarissimi primati, imponenti, dallo sguardo quasi umano. La camminata può durare diverse ore, ma l’incontro con una famiglia di gorilla nel sua habitat naturale ricompensa per la fatica sostenuta. In serata si torna a Bukavu, notte in hotel.
5° giorno
Bukavu-Goma-Ruhengeri
Ci dirigiamo verso Goma, a Nord, sulla sponda opposta del Lac Kivu. La strada che costeggia il lago si inerpica con i suoi tornanti tra verdi colline coltivate a terrazze e tratti di foresta, offrendo panorami mozzafiato sulla miriade di isole e isolette che punteggiano il lago, mare interno che con i suoi 1400 metri di altitudine costituisce il bacino lacustre più elevato dell’intera frattura del Rift e di tutta l’Africa. La sua altitudine e la presenza al suo interno di grandi quantità di ceneri vulcaniche lo rendono libero dalla bilharzia, è possibile quindi fare il bagno. (Il percorso tra Bukavu e Goma potrebbe essere effettuato a bordo di un battello sul lago, la cui operatività va verificata alcuni giorni prima della data di partenza). Arrivo a Goma, centro amministrativo del Nord-Kivu. Qui, dopo vent’anni di relativo torpore, nel gennaio del 2002 il vulcano Nyiragongo si è risvegliato: un fronte di lava largo diverse centinaia di metri e alto sei ha invaso il centro cittadino per aprirsi la strada verso il lago, inghiottendo tutto quanto ha trovato sul suo passaggio. Si passa il confine con il Rwanda, ci attende Gisenyi, prima di proseguire per Ruhengeri, ai margini del Parc Des Volcans. Sistemazione in lodge.
6° giorno
I Gorilla di Montagna
A Kinigi siamo vicinissimi all’ingresso del Parco. Con l’aiuto di una guida e dei battitori partiamo nel fitto della foresta primaria, alla ricerca dei gorilla di montagna. Vegetariani, amano le foreste umide. Le famiglie, composte da 8 a 20 individui comprendono un maschio dominante, delle femmine adulte e più adolescenti. Il maschio dal dorso argentato può arrivare ad un peso di 250 chili e raggiungere una statura di 1,70 metri. Bonari e pacifici, i grossi primati ci osservano cibandosi nel loro universo vegetale. Momento inteso, unico. Rientro al lodge per il pernottamento.
7° giorno
Ishasha-Parco Queen Elizabeth
La strada si inerpica attraverso numerosi picchi vulcanici. A Kisoro siamo in Uganda, è il Queen Elizabeth National Park. Sistemazione in un graziosissimo campo tendato fisso, nell’Ishasha sector del Parco, una zona che prende il nome dall’omonimo fiume.
8° e 9° giorno
Parco Queen Elizabeth
Questo Parco sorge nel cuore del Rift occidentale ed ingloba i laghi Edoardo e Giorgio, legati tra loro dal canale naturale di Kazinga. Il massiccio del Ruwenzori, le cui cime eternamente innevate culminano a più di 5000 metri d’altezza, domina la foresta tropicale, i laghi vulcanici, le paludi e le piane erbose che costituiscono i diversi biotopi della riserva. Vivono qui più di 500 specie di uccelli, una buona parte delle quali si può ammirare percorrendo a bordo di una lancia il canale nel quale vengono ad abbeverarsi bufali ed elefanti. Sulle colline invase da euforbie a candelabro sono numerosi i cob. Diverse altre specie di primati frequentano la foresta di Maragambo. Pernottamento per due notti in un confortevole lodge in splendida posizione.
10° giorno
Parco Queen Elizabeth-Foresta di Kibale
Si dedica la mattinata ai safari o al relax nello splendido contesto del Parco Queen Elizabeth. Nel pomeriggio si attraversa la linea dell’Equatore. Il paesaggio diventa decisamente più montuoso, sfioriamo le falde del Ruwenzori per giungere al Parco di Kibale. Sistemazione in lodge.
11° giorno
Gli scimpanzè della foresta Kibale
La Kibale Forest offre l’opportunità di avvicinare un’altra specie di grandi primati, gli scimpanzè. Ben più agili dei loro cugini gorilla, gli scimpanzè non stanno mai fermi, a differenza dei placidi gorilla che sembrano quasi posare per le foto…La Foresta ospita ben 13 diverse specie di primati, la massima concentrazione in Uganda, tra cui il colobo rosso. Sistemazione in lodge.
12° giorno
Kasese-Mtongwe-Ishango
Rientriamo in Congo al posto di frontiera di Mtongwe. Si costeggia la propaggine meridionale del Ruwenzori, la pista all’inizio scoscesa conduce alle vaste pianure che si estendono a Nord dei Virunga. Si prosegue alla volta di Ishango, dove lo spettacolo è dato dal corso del Fiume Semliki, emissario del Lago Edoardo. In quest’area è stato ritrovato “l’osso di Ishango”, il più antico oggetto di cui si è venuti a conoscenza che riporta intagli dal senso logico, datato presumibilmente più di 20 mila anni fa. Notte in tenda.
13° e 14° giorno
Beni-fiume Ituri-Mambasa-Epulu
Una scarpata scoscesa conduce alla vivace cittadina di Beni. La pista che porta verso Ovest attraversa piantagioni di caffé e qualche villaggio. La vegetazione si fa progressivamente più densa: superato il fiume Ituri si penetra nel fitto della foresta pluviale, uno dei luoghi al mondo più ricco in biodiversità. Il verde è onnipresente, la luce del sole è a tratti scarsa. Qui e là poche, rade capanne attestano la presenza dell’uomo. Le piccole comunità che vivono nella foresta non minacciano l’integrità dell’ambiente, anzi, la loro presenza arricchisce la complessiva composizione della foresta, favorendo la crescita di vegetazione secondaria. Si giunge a Mambasa, antico trading post, sorto chissà quando all’incrocio di tre piste. A Nia-Nia siamo ormai nel bacino del Congo. Notte in tenda.
15° e 16° giorno
Epulu-Okapi-foresta dell’Ituri-i Pigmei Bambuti
La Riserva dell’Epulu ospita gli ultimi esemplari di okapi. Questo parente della giraffa (okapia johnstoni) è un timido abitante della foresta. Il suo mantello caratterizzato da strisce che ricordano lontanamente la zebra, gli permette di mimetizzarsi nell’ambiente forestale e difendersi dai predatori. Per poterlo osservare nel suo ambiente bisogna raggiungere l’Epulu Conservation and Reserach Centre, sul fiume Epulu. La struttura fu aperta nel 1928 dallo studioso americano Patrick Putnam come stazione di cattura, dove gli okapi allo stato selvatico venivano catturati per essere inviati agli zoo americani ed europei. Oggi gli okapi catturati vengono fatti riprodurre in cattività, in modo da avere maggiori probabilità di sopravvivenza dei cuccioli. Sono in pochi ad essere mandati all’estero, il minimo necessario a garantire la diversità genetica per la riproduzione degli esemplari in cattività. In questa regione vivono le piccole comunità di pigmei bambuti, considerati gli aborigeni dell’Africa centrale, gli unici abitanti di queste zone prima delle varie migrazioni di popolazioni di origine Bantu che, a varie ondate, hanno colonizzato buona parte del continente africano dall’Equatore al Capo, grazie alla conoscenza dell’agricoltura e dell’arte di forgiare i metalli. Sono i superstiti delle società acefale o segmentarie, quelle società egalitarie che hanno fatto impazzire, in epoca coloniale, gli antropologi sociali alla disperata ricerca dell’individuazione di un capo, da coptare e investire del potere coloniale. Vivono di caccia e raccolta, non conoscono il concetto di accumulazione della ricchezza. All’inizio della stagione secca la comunità tende a disperdersi e le varie famiglie partono per la foresta, in modo da poter sfruttare al meglio le risorse di aree più vaste per il loro sostentamento. Le loro temporanee abitazioni consistono in un’intelaiatura di pali piantati nel suolo, a formare degli archi, che vengono poi ricoperti da grandi foglie. La loro conoscenza dell’ambiente forestale è impressionante, sanno trarre sostentamento da numerosissime specie animali e vegetali: granchi, conchiglie, formiche, larve, lumache, facoceri, antilopi, scimmie, pesce, miele selvatico, bacche, frutti, radici, foglie. Cacciano utilizzando grandi reti o trappole, archi e frecce. Proveremo a seguire un piccolo gruppo nella foresta dove, portando le nostre tende e passando la notte vicino al loro insediamento, potremo ascoltare intorno al fuoco interminabili storie di caccia, mentre passa di bocca in bocca la pipa ad acqua.
17° e 18° giorno
Komanda-Bunia-Nioka-Mahagi
Di nuovo in pista, questa volta in direzione Est. Si attraversa nuovamente il fiume Ituri per giungere a Komanda ed entrare progressivamente nelle savane erbose. Da Bunia in poi, la pista attraversa grossi villaggi, dove l’attività prevalente è l’estrazione dell’oro. Le alteterre tra Nioka e Mahangi sono densamente popolate da comunità di agricoltori Bantu. Ci fermeremo in colorati mercati l ungo il percorso. Notti in tenda.
19° giorno
Mahagi-Nebi-Parco Murchison Falls
Patria dei pastori Alur, allevatori di buoi dalle lunghe corna, la ricca regione di Mahagi è oggi un melange delle varie etnie del Congo nord-orientale, che si incontrano qui per scambiarsi vari prodotti. Entriamo in Uganda e incontriamo presto il placido Nilo Alberto, prima di entrare nel magnifico Parco di Murchison Falls. Notte in tenda.
20° e 21° giorno
Parco Murchison Falls-Masindi
I meandri del Nilo e le sue cascate impressionanti, le piane erbose e le colline arbustive, le foreste primarie e le paludi del delta, le rive del lago e le savane di palme borassus fanno di questo parco dalla selvaggia bellezza un vero gioiello della natura. Impressionanti, le cascate di Kabalaga (dette anche Murchison, dal nome dello scopritore inglese), che prendono il nome di un capo tribù che oppose una feroce resistenza agli esploratori europei e ai mercanti di schiavi sudanesi alla ricerca delle sorgenti del Nilo bianco. Qui l’enorme massa d’acqua del grande fiume è spinta a forza in una gola larga circa 20 metri: IL Nilo sbuffa, tuona roboante, compie un impressionante salto di un’ottantina di metri per riprendere il suo corso tranquillo a valle, dove le acque si confondono con l’immensità del lago Alberto, prima di intraprendere il lungo cammino verso il mediterraneo. Affascinante contrasto. Si rimonta il letto del fiume a bordo di una lancia a motore per avvicinarsi alle cascate, occasione unica per osservare migliaia di uccelli dai colori vivaci, mandrie di bufali, ippopotami semi sommersi e decine di coccodrilli stesi al sole. Esperienza indimenticabile! Il cob ugandese è l’antilope più diffusa nel parco, bufali e oribis sono comuni, così come le giraffe, i leoni, i leopardi. Tra gli uccelli è d’obbligo citare il calao terrestre e la rara cicogna dal becco a zoccolo. Sistemazione per una notte in lodge nel Parco, per l’altra in un hotel dell’epoca coloniale, nella cittadina di Masindi.
22° giorno
Masindi-Entebbe
Lasciamo Masindi e, fuori città, i campi di manioca e mais si susseguono a quelli di banane e ignami. Si attraversa Kampala, circa un milione di abitanti, la cui architettura eterogenea testimonia l’influenza delle diverse componenti della popolazione prima di giungere a Entebbe. Posta sulle sponde dell’immenso Lago Vittoria, l’ex capitale del paese gode di una posizione invidiabile e conserva un certo fascino coloniale, con i suoi viali alberati e diversi edifici degli anni ‘30. Sistemazione in hotel.
23° giorno
Entebbe-aeroporto-Italia
In mattinata visita ai bei giardini botanici. C’è tempo da dedicare a un po’ di relax a bordo lago prima del transfer in aeroporto.
24° giorno
Italia
Arrivo a Roma Fiumicino di primo mattino.
Aspetti pratici:
Prevediamo circa 3000 km di piste sterrate, a bordo di veicoli fuoristrada adatti al percorso. 13 pernottamenti sono previsti in buoni hotels o semplici guest houses, mentre 8 notti saranno in campi mobili costituiti da tende tipo igloo. Pranzi prevalentemente picnic e cene in hotel o cucinate al campo dal nostro staff (previsti tavoli e sedie, oltre a tutto l’equipaggiamento da cucina). Il clima è equatoriale, le temperature oscillano tra i 25 e i 30 gradi. Alcune notti possono essere fresche, per effetto dell’altitudine. Il viaggio sarà accompagnato da Marcel Walter, alsaziano di nascita, che ha trascorso 25 anni guidando spedizioni in questa regione. Marcel parla francese, inglese, tedesco ed è in grado di comprendere un po’ di italiano. Lo staff parlerà inglese e francese.
Prezzo per persona in doppia – partenza da Roma – minimo 10 - partecipanti con Tour Leader Marcel Walter: € 5440,00
Le quote comprendono:
I voli a/r da Roma con Ethiopian Airlines in classe Economy
Tutti i trasferimenti
13 notti in hotel/lodge
8 notti in campi mobili
Pensione completa (per alcuni pranzi sono previsti i pic nic)
Esperto tour leader europeo parlante inglese, francese e tedesco
Le quote non comprendono:
I visti d’ingresso (Burundi: € 70 da ottenere in Italia – Uganda 2 transit visas da USD 30 ciascuno – Congo 2 single entry visas a USD 30 da pagare in dollari americani in loco)
Le tasse aeroportuali, security tax & fuel surcharge (oggi € 250)
Le tasse d’entrata ai Parchi (USD 1550 circa da pagare in loco)
L’assicurazione medico/bagaglio (€ 50,00)
Mance, bevande, extras di natura personale, eventuali tasse aeroportuali da pagare in loco, quanto non espressamente citato.
Supplementi:
Partenza da altri aeroporti italiani: € 150,00 + tasse aeroportuali
Camera/tenda singola: € 750,00
Assicurazione annullamento facoltativa.
NB:
Per ragioni tecnico-operative l’itinerario potrà svolgersi in senso inverso senza comprometterne l’integrità.
Data l’estrema, imprevedibile variabilità delle tasse aeroportuali, security tax e fuel surcharge il loro importo definitivo sarà disponibile a 21 giorni dalla data di partenza.
Gli importi delle tasse d’entrata ai Parchi possono subire variazioni improvvise.
Le quote offerte si basano sul rapporto di cambio indicato in catalogo e sono soggette ad adeguamento valutario.