Workshop fotografico con Federico Veronesi
1° giorno (10 febbraio)
Roma-Kilimanjaro
Roma-Kilimanjaro
Partenza da Roma intorno a mezzanotte per Kilimanjaro via Addis Abeba. Notte a bordo.
2° giorno (11 febbraio)
Arusha-Ngorongoro Highlands
Arrivo all’aeroporto Kilimanjaro nel primo pomeriggio. Attraversata Arusha, percorriamo il comodo nastro d’asfalto che conduce in direzione ovest attraversando tratti di savana aperta punteggiata da acacie ad ombrello in cui non è raro scorgere zebre, antilopi, giraffe. Giunti al villaggio di Mto wa Mbu si inizia a vedere la scarpata del Rift. La strada si inerpica lungo la falesia, regalando magnifiche viste sul Lago Manyara sottostante, fino a raggiungere le Ngorongoro Highlands, le alteterre che circondano il Cratere di Ngorongoro. Sistemazione al Bougainvillea Lodge. www.bougainvillealodge.net
3° e 4° giorno (12 e 13 febbraio)
Il Cratere di Ngorongoro
Si procede alla volta del celeberrimo Cratere di Ngorongoro, ecosistema unico, mondo fatato. Ngorongoro è, più che un cratere, una caldera, è cioè quello che resta di un antico cono vulcanico – ormai spento – i cui bordi sono franati circa due milioni e mezzo di anni fa, lasciando spazio all’interno a una depressione di circa 260 chilometri quadrati. La varietà climatico-ambientale è impressionante: le pareti esterne della caldera, piuttosto elevate, catturano le nubi favorendo le precipitazioni e la diffusione di un ambiente umido, dominato da fitte foreste: sul bordo c’è spesso nebbia e fa freddo! Scendendo all’interno il paesaggio cambia rapidamente e si fa nettamente più arido. Il fondo, occupato da savane, ospita in pochissimo spazio un’incredibile concentrazione di fauna: quasi tutte le specie animali tipiche della savana si concentrano qui: gnu, zebre, antilopi, gazzelle, elefanti, leoni, iene, mentre le rive del Lago Magadi, che occupa la porzione occidentale della caldera, sono il regno di ippopotami e uccelli. Il 3° giorno sistemazione a Bougainvillea Lodge. Il 4° giorno, al termine del fotosafari nel Cratere, di dirigiamo a nord-est. Sosta a Olduvai Gorge, immensa, spettacolare gola scavata dalle acque. Qui, a partire dagli anni ’30, i coniugi Leakey hanno condotto varie campagne di scavo, giungendo a importantissimi ritrovamenti: hanno infatti rinvenuto resti di ominidi risalenti a 3 milioni e mezzo di anni fa, ulteriore prova del fatto che la regione della Rift Valley è stata la culla del genere umano. Dopo una visita al piccolo, interessante museo, procediamo alla volta del Savannah Camp.
www.serengetisavannahcamps.com
5°, 6° e 7° giorno (14, 15, 16 febbraio)
Olduvai Gorge-Parco Serengeti
Il Parco Nazionale del Serengeti, tra le aree protette più famose del pianeta, occupa una vasta area selvaggia di circa 15.000 chilometri quadrati. Il nome “Serengeti” significa “pianure sconfinate” in lingua Maa, ed effettivamente le vaste distese erbose costituiscono l’ambiente dominante del Parco che si estende tra la Ngorongoro Conservation Area a sud-est, il lago Vittoria a ovest e il Maasai Mara Game Reserve a nord, in Kenya, con il quale costituisce un unico ecosistema. Il Serengeti è davvero l’Africa dell’immaginario collettivo. Difficile immaginare la varietà e la concentrazione di fauna presente nel Parco: le vaste pianure erbose, dominate qua e là da enormi massi di granito – i copjie - sono l’habitat ideale per milioni di zebre e gnu, protagonisti di annuali migrazioni alla ricerca di pascoli e acqua. Ad essi si mescolano antilopi, gazzelle, ghepardi, leoni. Le savane punteggiate da acacie ad ombrello sono il regno di giraffe, dikdik, leopardi. I corsi d’acqua ospitano enormi coccodrilli e pigri ippopotami. Ovunque il cielo è popolato da un’infinità di uccelli: ne sono state contate circa 500 specie. Sistemazione al Savannah Camp, sito nelle pianure di erbe basse che ogni anno, tra gennaio e marzo, ricevono la visita di milioni di gnu e centinaia di migliaia di zebre.
8° e 9° giorno (17 e 18 febbraio)
Parco Lake Manyara
Riguadagnamo le Ngorongoro Highlands, da qui Mto wa Mbu, per procedere alla volta della Makuyuni Junction, porta d’ingresso al Tarangire. Il superbo Parco Nazionale del Tarangire copre una superficie di 2660 chilometri quadrati. Durante la stagione secca il fiume, che da il nome alla riserva, rimane l’unico serbatoio permanente d’acqua dolce e diventa quindi il fulcro della vita di una fauna estremamente varia. Costituito da antiche colline dominate da tantissimi, colossali baobab, il parco è popolato da elefanti, giraffe, bufali, leoni, leopardi, zebre, antilopi, struzzi, gru coronate, ibis sacri, jaribù . Sistemazione al Tarangire River Camp.
www.wildland.com/trips/accommodations/tanzania/tarangire_river_camp.aspx
10° giorno (19 febbraio)
Tarangire-Arusha-aeroporto
Si fa rientro ad Arusha. Nel pomeriggio transfer in aeroporto e imbarco sul volo di rientro a Roma, via Addis Abeba. Notte in volo.
11° giorno (20 febbraio)
Italia
Arrivo a Roma al mattino.
Prezzo per persona in doppia – partenza da Roma - minimo 9 partecipanti con il fotografo naturalista Federico Veronesi: € 2640,00
La quota comprende:
I voli a/r da Roma con Ethiopian Airlines in classe Economy
Circuito safari a bordo di veicolo fuoristrada ad uso esclusivo tipo Toyota Land Cruiser / Land Rover con tetto rigido apribile
Pernottamenti come da programma
Pensione completa (per alcuni pranzi sono previsti i pic nic)
Tutti i trasferimenti
Guide di lingua inglese
Le quota non comprende:
Il visto d’ingresso (€ 80,00)
Le tasse d’entrata ai Parchi (USD 373 da pagare in loco)
Le tasse aeroportuali, security tax & fuel surcharge (oggi € 230 circa)
L’assicurazione medico/bagaglio (€ 70,00)
Bevande, mance, extras di natura personale, quanto non espressamente citato.
Supplementi:
Sistemazione in singola: € 340,00
Partenza da altri aeroporti: € 150,00 + aeroportuali, security tax & fuel surcharge (variabili in funzione dell’aeroporto prescelto)
Assicurazione annullamento facoltativa.
NB:
Per ragioni tecnico-operative l’itinerario potrebbe svolgersi in senso inverso senza comprometterne l’integrità.
Data l’estrema, imprevedibile variabilità delle tasse aeroportuali, security tax e fuel surcharge il loro importo definitivo sarà disponibile a 21 giorni dalla data di partenza.
Gli importi delle tasse d’entrata ai Parchi possono subire variazioni.
Le quote offerte si basano sul rapporto di cambio USD 1 = € 0,66 e sono soggette ad adeguamento valutario.
La lista finale dell’accommodation sarà disponibile a prenotazioni avvenute