1° giorno
Italia-Antananarivo
Voli di linea. Partenza per Tana dove l’arrivo è previsto per la sera. Cena a bordo. Pernottamento in hotel.
2° giorno
Antananarivo-Majunga
Il mattino breve colpo d’occhio sulla città che si estende sull’altopiano dell’Imerina a 1400 metri di altezza tra ripide scalinate, giardini fioriti e tipiche abitazioni. La città è stata fondata come fortezza all’inizio del XVII secolo dai re Merina, che ne avevano fatto la residenza principale. I francesi la conquistarono nel 1895 e ne fecero la loro capitale in terra malgascia. Tana, come viene chiamata da tutti, ha richiamato a sé molti abitanti delle campagne circostanti ed è diventata una metropoli che conta circa un milione e mezzo di abitanti. Imbarco sul volo per Majunga. La cittadina sorge nella baia di Bombetoka, estuario dell’enorme fiume Betsiboka, ed offre splendidi tramonti grazie alla sua esposizione ad occidente, ammirati da chi passeggia sul bel lungomare sottolineato da palme. Simbolo di questa cittadina è il suo grande (21 metri di circonferenza…), fronzuto e centenario baobab sacro al quale i francesi invasori osarono appoggiare i condannati “affidati” al plotone d’esecuzione. Il porto di gozzi, le agenzie commerciali ed una popolazione cosmopolita testimoniano gli intensi scambi con le Comore e Zanzibar ma anche l’Arabia e l’India… Nel XVIII secolo il principe Andriamandisoarivo fondò qui il regno di Boina che estese il suo dominio fino all’estremo nord grazie ai floridi commerci: buoi e schiavi contro seta, gioielli ed armi. Cena e pernottamento in hotel.Cena e pernottamento al Coco Lodge.
3° giorno
Majunga-Katsepy-Ambinany
Al mattino presto escursione in battello per attraversare la grande e baia di Bombetoka e raggiungere tra le mangrovie il villaggio di Sahankoany dove ci sono le miniere di celestina (SrSO4), uno dei minerali più ambiti dai collezionisti per la bellezza dei cristalli, la buona lucentezza e la stupenda tonalità di…celeste appunto, unica nel mondo minerale. Per pranzo si raggiunge infine Katsepy, villaggio di pescatori (rinomate le ostriche) contornato da palme da cocco, posto proprio dall’altra parte dell’estuario. Poi pista per Mitsinjo, in fuoristrada, tuffata tra i laghi cinti da vegetazione lussureggiante ed una regione particolarmente fertile che produce canna da zucchero in abbondanza. Bivaccare ai bordi del fiume Mahavavy.
4° giorno
Ambinany-Port Namakia-Ampitsopitsoka
Breve discesa del fiume su piccole imbarcazioni fino al ponte di Manakara dove le automobili ci attendono per trasferirci al porto di Namakia. Poi si riprendono le piroghe che attraverso le mangrovie ci porteranno fino alla costa, a Ampitsopitsoka. Il villaggio è abitato da pescatori affabili e l’accoglienza calorosa è garantita. Interessante la zona di mangrovie, utilizzata da molte specie animali per nidificare, dormire e nutrirsi. Le mangrovie sono anche una fonte importante di redditi per la popolazione locale, che le utilizza per la costruzione e per il riscaldamento ma anche per la pesca tradizionale che riguarda soprattutto gamberetti, grossi granchi e gustosissime ostriche, con un impatto molto debole sull'ecosistema. Poco lontano la bassa marea ed i fondali poco profondi danno asilo ad una colonia di fenicotteri rosa. Un tramonto ed un’alba spettacolari faranno da contorno al nostro campo montato sulla spiaggia.
5° giorno
Ampitsopitsoka-Majunga
Partenza in barca a motore per Majunga passando per la baia di Boeny, che ripara isolotti dalla vegetazione esuberante. Particolarmente interessante la piccola isola sabbiosa di Nosy Antsoheribory, uno scalo arabo molto attivo fino a due secoli fa e completamente abbandonato a favore del porto di Majunga. Tombe, case sacre, resti della residenza del sultano e di una moschea raccontano la sua storia tra il XVI° e il XVII° secolo. Cena e pernottamento al Coco Lodge.
6° giorno
Majunga-riserva di Ankarafantsika
Cento chilometri separano Majunga dal parco nazionale di Ankarafantsika, attraversato appunto dalla nazionale n. 4, impreziosito da un mosaico di foreste dense secche a foglia caduca, boschi di palissandro e savane sia erbose che arboree. Si tratta in grande parte di vegetazione endemica. Molti corsi d'acqua lo solcano permettendo l’irrigazione di zone in cui cresce la rafia e creando alcuni laghi che sono gli ultimi rifugi di pesci endemici, uccelli acquatici e coccodrilli, ma costituiscono anche generalmente i santuari delle pratiche socioculturali degli indigeni della regione, in particolare del culto degli antenati. La sua naturale ricchezza ornitologica (129 specie di uccelli, 95 delle quali endemiche), la presenza di vari tipi di lemure e di geco ed un allevamento in cattività delle varie specie di tartarughe rare in via di estinzione presso la stazione forestale di Ampijoroa lo rendono interessante anche dal punto di vista faunistico. Cena e pernottamento nel lodge della riserva.
7° giorno
Riserva di Ankarafantsika-Analalava
Partenza mattiniera verso Ambondromamy, dove si svolge uno tra i più bei mercati della grande isola, coloratissimo. Frutta fresca ben disposta ad arte sui banchi a creare contrasti e sfumature, frutta imbottigliata con salsine piccanti, davvero una goloseria, gente allegra e ancora colori, colori, colori. Poi via, verso Port Berger e il suo mercato della “gare routière” dove si vendono i prodotti della locale agricoltura: cotone, tabacco ed arachidi. La strada ora si snoda tra colline verdeggianti e bei villaggi fino a Antsohihy, da dove parte una pista difficile che porterà a Analava, sul mare. Cena e pernottamento all’hotel Sahondra, un struttura con servizi semplice ma pulita.
dall’8° al 11° giorno
navigazione tra le isole Radama
Dopo la colazione si raggiunge la spiaggia di Analalava per salpare verso l’arcipelago delle Radama su imbarcazioni locali a vela, munite comunque di motore da utilizzare in caso di necessità. Secondo il vento e le maree i punti d’attracco per i pic-nic, i bagni, le immersioni, la pesca, le visite a piedi ed i bivacchi potranno variare, ma l’itinerario resterà comunque una straordinaria scoperta di questo pezzettino del nostro pianeta il cui unico accesso è il mare, un dolce e fascinoso peregrinare tra isole paradisiache e davvero poco frequentate. Acque blu profondo, verdi, violetto e turchese, barriere coralline e lingue di sabbia da sogno addobbate da tramonti che incendiano il Canale di Mozambico, sorrisi di bimbi, sguardi, risa canterine e complici di donne… è questo il mondo Sakalava, l’etnia che vive felice da queste parti dell’Eden.
Ecco qui una breve descrizione di alcune tappe del nostro tragitto, partendo dalla più meridionale delle isole, Nosy Lava:
Nosy Lava, oasi incantevole dalla spiaggia di sabbia fine e bianca, bordata da falesie di calcari. Poco boscosa, è interessante per il suo penitenziario da tempo abbandonato che ricorda quello più celebre della Guaiana. La visita delle rovine permetterà un piccolo tuffo nell’atmosfera del periodo coloniale. Il panorama dall’alto delle colline è semplicemente grandioso e farà da contorno al primo campo sulle spiagge delle Madama, cullati dalle grida degli uccelli marini.
Ambariomena, specie di fiordo tranquillo come un lago bordato da piccole spiagge di sabbia aranciata, dominato da una foresta rude graffiata da solchi di arenaria rosata. Un dedalo di mangrovie porta fin sotto i monti coperti dalla foresta primaria.
Nosy Berafia, la più grande delle isole (2500 ha). Nella sua parte meridionale presenta piantagioni più o meno abbandonate di caffè, ylang-ylang, pepe, peperoncino, dominate dalla chioma di grandi alberi e frequentate da piccioni verdi e pipistrelli frugivori. Un bel villaggio e la vecchia casa del “commandeur” fanno rivivere l’ambiente coloniale dei primi anni del secolo scorso.
Ambariopotaka è la più settentrionale dell’arcipelago delle Radama. Sabbia bianca e foresta densa che culmina a 166 metri d’altezza. Uno scoglio sull’immensità dell’oceano, che ospita un minuscolo villaggio dove André, carpentiere, costruisce secondo tradizioni secolari buttri e piroghe. Pervinche bianche e rosa e una bella laguna fanno da sfondo alle passeggiate.
Sakatia, isolotto di fronte a Nosy Bé, da cui ci separano solo 800 metri. Ma che differenza! Niente macchine, vegetazione dai mille profumi e tanta pace per questo ultimo bivacco. Che il mattino seguente ci permetterà di raggiungere tranquillamente Ankify senza i disagi provocati dal vento contrario che si alza nel pomeriggio.
Nel pomeriggio breve visita della cittadina e della Baia dei Sakalava: distese di sabbia bianca bordate da palme da cocco e mangrovie dalle grandi radici aeree, un mare liscio nel quale bagnarsi, silenzio e quiete. Qui il turismo balneare di massa fortunatamente non è ancora arrivato e la natura è ancora integra. Cena e pernottamento in hotel.
12° giorno
Ankify-riserva di Mahamasina
Sbarcati sulla terraferma, ad Ankify, si riprendono i fuoristrada per attraversare la valle di Sambirano, una zona ricca di coltivazioni: canna da zucchero, cacao, vaniglia e ylang ylang, il “fiore dei fiori”, dal profumo inebriante e specialissimo… dopo l’animato mercato di Ambilobé, dove si giungerà per il pranzo, visita a piedi della riserva di Mahamasina per ammirare l’enorme estensione di “tsingy”, curiose, caratteristiche formazioni di picchi ed aghi di calcare eroso formatesi in antichi terreni carsici scolpiti dai capricci del vento e della pioggia. Uno spettacolo tipicamente ed unicamente malgascio. Campo nella riserva.
13° giorno
riserva di Mahamasina-Tsingy Rossi-Diego
Bei panorami fiancheggiano la strada lungo la quale sorgono villaggi e piccole comunità di cercatori di zaffiri. Una deviazione su pista movimentata porta ad una depressione in cui sorgono gli tsingy rossi, una curiosità geologica davvero spettacolare: si tratta qui di calanchi di laterite di recente formazione che sotto l’erosione degli agenti atmosferici hanno assunto la forma di migliaia di piccoli pinnacoli, di aghi (tsingy appunto in malgascio) dal colore fiammante. In realtà gli tsingy si trovano in varie regioni del Madagascar, ma solo qui sono rossi. Non ci sono parole per descrivere la bellezza del luogo e la suggestione della passeggiata che permette di scendere ed addentrarsi tra le formazioni. Arrivo infine a Diego, il principale centro e porto del Nord del Madagascar. Nel 1500 Diego Diaz, ammiraglio portoghese, scoprì l’isola, seguito dopo poco dall’ammiraglio Fernan Soares: dall’unione dei due cognomi nasce il toponimo europeo, affiancato dal malgascio Antsiranana. Quella di Diego è una strana storia che passa attraverso Libertaria, una repubblica egalitaria fondata da un gruppo di pirati alla fine del 1600, alla dominazione dei francesi che la occuparono con la Legione Straniera fino al 1975. La città, che oggi conta quasi 100.000 abitanti, è da sempre cosmopolita: arabi, comoriani, yemeniti, europei, indiani… e naturalmente salakava e antakarana, le due etnie malgasce che rappresentano il 65% della popolazione. La parte bassa si erige su una piccola penisola che si affaccia alla baia con le vecchie costruzioni creole e coloniali, la cattedrale e le installazioni portuali. Intorno si sviluppano i nuovi quartieri mentre al largo Nosy Lonjo, isolotto sacro a forma di pan di zucchero, sorveglia silenzioso, rabbonito dalle varie offerte tradizionali. Con i suoi 156 chilometri di coste idilliache con splendide baie, villaggi di pescatori e spiagge deserte, nella classificazione delle più grandi (e belle) baie del mondo Diego occupa il secondo posto, dopo quella di Rio de Janeiro. Cena e pernottamento in hotel.
14° giorno
Diego-Antananarivo
Imbarco sul volo per Antananarivo. Passaggio al centro artigianale, davvero ricchissimo dei prodotti più svariati dell’isola, doccia e cena libera. Trasferimento in aeroporto ed imbarco sul volo di rientro in Europa.
15° giorno
Italia
Arrivo previsto nel primo pomeriggio.
Prezzo per persona in camera doppia – partenza da Milano – minimo 10 partecipanti: € 3.980,00.
La quota comprende:
• I voli a/r in classe economy
• I voli interni
• Sistemazione in camere doppie, come da programma
• Trasferimenti da e per l’aeroporto
• Circuito a bordo di veicoli fuoristrada ed escursioni su imbarcazioni
• L’alta stagione
• Pensione completa in circuito tranne i pasti a Tana
• Tutte le escursioni e le visite citate nel programma
La quota non comprende:
• L’assicurazione medico/bagaglio (€ 70,00)
• **Le tasse aeroportuali, security tax & fuel surcharge
• I pasti ad Antananarivo
• Le bevande, le mance, gli extra di natura personale, quanto non espressamente citato
Supplementi:
• Visto d’ingresso: € 60,00
• Sistemazione in singola: € 330,00
• Assicurazione annullamento facoltativa.
** NOTA BENE: Data l’estrema, imprevedibile variabilità delle tasse aeroportuali, security tax e fuel surcharge il loro importo definitivo sarà disponibile a 21 giorni dalla data di partenza.