Un viaggio straordinario per una scoperta completa dell’Islanda nel periodo che vede l’inizio delle spettacolari aurore boreali. Un viaggio di taglio sportivo, che permette di conoscere la splendida natura dell’isola percorrendola in fuoristrada e pernottando in fattorie e rifugi: esattamente come ogni islandese visita la sua terra! Plasmate dalla lotta tra fuoco e ghiaccio, le coste e le alte terre offrono paesaggi molto diversi tra loro. Una natura in pieno delirio, lega armoniosamente ambienti contradditori. Praterie verdeggianti, campi di lava, ghiacciai immacolati, spiagge di sabbia nera, lagune percorse da iceberg blu, cascate d’acqua cristallina, possenti fiumi limacciosi, vulcani attivi in apparente quiescenza, torbiere allagate, fumarole e arcobaleni si succedono e si rinnovano senza fine. L’oceano, per non esser da meno, scatena la sua potenza lanciando grandi onde e migliaia di uccelli pelagici all’assalto di questa terra geologicamente giovanissima, sorta dal fondo dell’abisso da soli venti milioni di anni.
1° giorno
Italia–Reykjavik-Vogar
Arrivo all’aeroporto di Reykjavik con volo di linea. Trasferimento a Vogar e sistemazione in motel. Cena libera.
2° giorno
Geyser-Thingvellier-Gullfoss-Kerlingarfjoll
Attraverso le ridenti campagne nelle quali pascolano i robusti cavalli islandesi ed i montoni dal pelo ricciuto si inizia il viaggio visitando i luoghi più noti dell’isola. Primo fra tutti il parco di Thingvellir. La “Vallata del Parlamento” è una località che presenta un enorme interesse naturalistico. Geologicamente è uno dei più bei “graben” del globo, si tratta infatti di una conca di vaste proporzioni sprofondata lungo una linea di faglia ed occupata in gran parte dalle acque del lago Thingvallavatn, il più grande e profondo d'Islanda. Intorno enormi campi di lava coperti da muschio e licheni, profonde spaccature aperte nei basalti colonnari e invase talora da un'acqua blu trasparente e gelida. Questo luogo, incantevole e solitario, fu scelto fin dal 930 come sede estiva dell'Althing (assemblea dei coloni), l’antico parlamento di una delle prime repubbliche del mondo. E’ là che fu votata, nel mese di giugno dell’anno mille, l’adozione del Cristianesimo come religione ufficiale. Grandi faglie d’affossamento parallele attraversano la vallata da nord a sud. Passeggiare nel mezzo delle falesie di basalto nero la cui architettura naturale sembra essere stata edificata da titani al servizio di Thor o di Odino è molto piacevole. E poi ecco Geyser, che ha dato il nome al fenomeno delle fontane geotermali in ogni altra parte del pianeta. Geyser, "ciò che sgorga", è il nome di un campo geotermico e di un fenomeno tra i più interessanti da vedere: il getto di Strokkur, preceduto da borbottii sotterranei e da un ribollio intenso, seguito quindi dall'acqua bollente che scaturisce con fracasso, forma una colonna liquida che può raggiungere i 30-40 metri. Il fenomeno è ciclico e si ripropone ogni cinque-sette minuti. Intorno alla bocca principale, in un’area che copre circa tre chilometri quadrati, numerosi bacini d’acqua ad alta temperatura e chiazze di fango bollente borbottano creando un insieme veramente affascinante. Poco lontano Gullfoss, “la cascata d’oro” alimentata dalle acque del fiume Hvita che, precipitando su due piani da un dislivello di più di trenta metri, incidono crepacci e fessure tra enormi pareti basaltiche. Nei giorni di sole si scorge l’arcobaleno che sembra nascere tra le sue acque fragorose. Ci si addentra nel deserto di Kjolur fra i ghiacciai Langjokull e Hofsjokull. La riserva naturale di Kerlingarfjoll: le curve armoniose ed i colori delle strette vallate di riolite, la dimensione verticale suggerita dalle cime coperte di neve e le continue fumarole ne fanno un luogo splendido. Vi si trova concentrato tutto ciò che un sito geotermico può offrire alla vista, all'udito… e all’olfatto! Arrivo in serata a Varmahlid. Cena e pernottamento al rifugio.
3° giorno
Hveravellir-Godafoss-Myvatn
La riserva naturale di Hveravellir, ricca di sorgenti calde e di altre attività idrotermali, offre la possibilità allettante di un bagno quasi surreale, in un bacino con acqua a 39° circondato da vari esempi di fenomeni geotermici. Lo splendore di Godafoss, la cascata degli dei, nelle cui acque tumultuose la leggenda racconta che siano stati gettati i simulacri degli dei pagani quando il cristianesimo si è insediato nell’isola. Attraverso la Dorsale Medio Atlantica, passando dalla placca nordamericana a quella eurasiatica e soffermandosi sull’esatto punto di divergenza, ci si dirige verso la regione del lago Myvatn. Cena e pernottamento in fattoria.
4° giorno
Myvatn
Giornata interamente dedicata alla visita della riserva naturale. Il primo lago della zona si è formato circa 3800 anni fa a seguito di un'eruzione del vulcano Ketildyngja, situato a sud-est, che eruttando una quantità enorme di lava sommerse quest’area creando anche il lago, il terzo d'Islanda per superficie (38 km2), situato su di un pianoro di lava a 227 metri di altezza e con una profondità di 4 metri. Le numerose isolette emergenti sono degli pseudo-crateri formatisi quando la lava fluida ha spinto l'acqua nelle fessure e nelle cavità del magma accumulatosi precedentemente, trasformando l'acqua stessa in vapori surriscaldati esplosivi. Curiosi sono i faraglioni e le concrezioni di lava dalle forme più strane, dovuti all’erosione di camini vulcanici formatisi in ambiente acquatico, nonché gli straordinari effetti delle rocce nere ricoperte di verde muschio e di licheni. La flora e la fauna sono particolarmente ricche sia lungo le rive che sugli isolotti. Qua e là pentoloni di fango ribollente e soffioni ricordano che l’ultima eruzione nella zona è del 1984. Il tutto crea un’atmosfera incantevole e nonostante tutto serena. Si inizia con un’escursione nella zona di Skutustadir, caratterizzata dalla presenza di graziosi pseudo-crateri. Visita delle aree vulcaniche di Namaskard, Leirhnjùkur e Krafla dove abbondano pozze di fango bollente, fumarole e depositi di zolfo che “profumano” l'aria con il classico odore di uova marce. Ci aspetta il cratere esplosivo Viti (inferno) riempito da un laghetto dalle acque blu cobalto o lattiginose, a seconda della luce del momento. Cena e pernottamento in fattoria.
5° giorno
Dettifoss-Odadahraun-Herdubreid-Askja
Una deviazione sulla pista F862 porta al lato ovest, il migliore ed il meno frequentato, di Dettifoss, la più imponente e spettacolare cascata d’Europa: un'enorme massa liquida piomba dall'alto di una muraglia di basalto in una gola incassata tra pareti verticali. Un salto di 45m, un’impressionante portata media di 500 m3/s. Si percorre la mitica pista F88, che costeggia il fiume Jokulsa a Fjollum (fiume glaciale delle montagne) e si inoltra nella angosciosa immensità del deserto di Odadahraun dove in passato venivano esiliati i ladri e gli assassini: sembra di essere in un altro pianeta. Si percorrono distese di ceneri: un deserto nero sempre vario per le differenti formazioni rocciose create dalle esplosioni in un paesaggio allucinante. Passando per l'oasi dell'Herdubreid (la regina delle montagne) un vulcano sub-glaciale dalla tipica forma a panettone alto 1.682 m, si raggiunge l'Askja, vulcano ancora in attività la cui ultima eruzione risale al 1961. Nel 1875 due km2 di tefrite furono eruttati dal vulcano. Il lancio fu talmente violento e l'attività vulcanica, che continuò per una trentina d'anni, talmente importante da creare difficoltà in molte regioni dell'Europa. L'Askja rappresenta l'eloquente immagine della forza della natura, con la sua caldera di 50 km2 sempre battuta da un vento freddo all'interno della quale si è formato Oskjuvatn, il lago più profondo d'Islanda: 217 m. Cena e pernottamento in rifugio.
6° giorno
Pista Gæsavatnaleid-Deserto di Sprengisandur–Hrauneyjar
Si parte di buon mattino e si percorre la famosa pista Gæsavatnaleid (F910) che attraversa il deserto di sabbia nera situato a nord-ovest del ghiacciaio Vatnajokull. Ci si connette alla pista F26 che attraversa il deserto di Sprengisandur, il deserto degli altopiani, ricco di inattese forme di vita e di strane geometrie morfologiche. L’immagine corrente vuole il deserto come una regione dove le precipitazioni sono molto scarse. Nello Sprengisandur invece i cambiamenti metereologici sono bruschi e inattesi, piove e nevica in abbondanza, ma il suolo non riesce a trattenere l'umidità. La pista viene aperta solo nei mesi di luglio e agosto perché durante l’inverno è ricoperta da una spessa coltre di neve. Tappa finale Hrauneyjar, un centro di montagna attrezzato per gli escursionisti, posto nel cuore della regione vulcanica più impressionante del paese. Cena e pernottamento in guesthouse.
7° giorno
Landmannalaugar
Si percorre la meravigliosa pista F208 che attraversa paesaggi di indescrivibile bellezza e ricchi di contrasti, nonché di corsi d’acqua: è previsto l’attraversamento di 22 guadi!!! Si raggiunge Landmannalaugar, "dove le montagne sono colorate", che si inserisce nei fianchi della caldera di Torfajökul. Nota soprattutto per le sue sorgenti d'acqua calda dove ci si può anche bagnare, Landmannalaugar stupisce per la varietà di colori delle sue rocce e delle colline circostanti formate da rioliti ed ossidiana: dal bianco al giallo, al rosa, al rosso, al verde, al nero, passando per tutte le sfumature del grigio. Una bella passeggiata è d’obbligo per l’incanto e la luce straordinaria che emanano da questa piccola, insolita regione ricca di poesia. Fumarole, sorgenti calde, paludi, laghi limpidi e calotte glaciali si succedono a vista d’occhio. E ancora colline ricoperte da morbidi muschi verdi e licheni dalle tinte improbabili. Escursione lungo il sentiero che risale la grande colata d'ossidiana passando attraverso le fumarole di gas solfurei e successivo bagno nelle limpidissime e calde acque del laghetto naturale. Si passa poi sulla grande colata di lava del vulcano Laki. Nel 1783 il Laki eruttò consecutivamente per una cinquantina di giorni e l’enorme colata, lunga circa cinquanta chilometri, raggiunse il volume di dodici chilometri cubi di lava. I gas tossici uccisero il bestiame e i fumi impedirono ai pescatori di uscire in mare: un colpo atroce all’economia dell’isola, che visse terribili periodi di carestia. L’eruzione fu così violenta che la sua cenere invase vaste porzioni d’Europa e i fumi oscurarono a lungo la luce del sole provocando un tale sconvolgimento climatico da provocare carestie anche in Inghilterra e Francia! Cena e pernottamento in ostello.
8° giorno
Skaftafell-Ghiacciaio Vatnajokull-Laguna Glaciale Jokulsarlon
Si attraversa la pianura glacio-alluvionale Skeidararsandur dove nel 1996 si riversarono milioni di metri cubi d'acqua mischiata a ghiaccio e ceneri vulcaniche a causa dell'eruzione sub-glaciale del vulcano Grimsvotn. Si entra nel Parco Nazionale di Skaftafell, situato alle falde del ghiacciaio più grande d'Europa: il Vatnajokull (8.300 km2). Skeidararjokull, Skaftafellsjokull e Svinafellsjokull, imponenti lingue glaciali, arrivano fino a valle e si possono ammirare da molto vicino. Un'escursione a piedi conduce a Svartifoss, la cascata nera. Nel cuore di un anfiteatro di scure colonne di basalto esagonali un getto d’acqua limpida cade da una ventina di metri. La natura non ha limiti nella creazione di luoghi fantastici! Si percorre poi la costa sud-orientale fino ad arrivare alla famosa laguna glaciale Jokulsarlon. L’enorme massa di ghiaccio dell’ Oroefajökull si frantuma in spettacolari, suggestivi iceberg di colore blu, verde-azzurro e nero che galleggiano in una laguna circondata da sabbia nera e ciottoli di lava splendenti come gioielli. Nella laguna si ammassano gli iceberg che cercano l’uscita verso il mare attraverso un imbuto di roccia. Un crepitio annuncia la rottura dei blocchi ed un’onda il loro arrivo al mare, dove nuotano le foche (è possibile avvistarle…). Gli iceberg neri e blu galleggiano leggeri ed al tempo stesso imponenti ed offrono lo spettacolo di forme diverse… Non è retorica: è impossibile trovare le parole per descriverne la bellezza! Se la meteo marina e la posizione dei ghiacci lo permettono si può effettuare una piccola crociera tra gli iceberg (opzionale). Rientro in ostello, cena e pernottamento.
9° giorno
Promontorio di Dyrholaey - Cascata Skogafoss - Reykjavik
Ecco il promontorio di Dyrholaey, con suo arco di pietra che si lancia sull’oceano. D’origine vulcanica, alto 120 metri, riserva naturale, il promontorio è considerato un santuario per gli uccelli marini che qui risiedono in colonie numerose: rondini di mare, gabbiani, stercorari, sterne, pivieri dorati, chiurli piccoli… Sulle falesie di basalto e tra le piante di angelica si agita una folla di pulcinella di mare in un incessante va e vieni tra oceano e terra. Sono loro le star: agili ed aggraziate, splendide nel piumaggio nero e bianco sul quale spicca il grande becco multicolore, nidificano sulle rocce tra maggio e giugno. Dall’alto lo sguardo spazia ad ovest su un’immensa spiaggia di sabbia nera battuta dalle onde ed a est sui faraglioni che sorgono di fronte a Vik I Myrdal, villaggio nel quale vivono trecento persone: un’alta concentrazione umana per l’Islanda! Al largo, si staglia l’arcipelago delle Vestman. Proseguendo, si visita la cascata Skogafoss, alta sessantadue metri e giustamente famosa per la sua spettacolarità: l’acqua cade con fragorosa potenza in una pozza creando una nebbiolina arcobaleno. Qualcuno vuole vedere il mondo attraverso una cascata? Un sentiero permette di raggiungere anche la parete posteriore! Arrivo a Reykjavìk nel pomeriggio. La città riunisce circa 180.000 persone. Un piccolo numero per il metro europeo, ma che acquista tutt’altro significato quando si pensa che l’Islanda intera conta 300.000 abitanti… Sistemazione in ostello. Cena libera.
10° giorno
Reykjavik
Tempo a disposizione per la visita della città, immagine di un'isola piena di contrasti. La capitale, situata appena sotto il circolo polare artico, si estende su una penisola protesa sull'omonimo golfo della costa occidentale dell'isola. Reykjavik (("la baia fumante") è ordinata e pulitissima: il bianco delle case, il rosso dei tetti ed il verde vivo dei prati contrastano con la massa grigio-bluastra dei vulcani che chiudono la baia… Reykjavík, centro commerciale, politico, industriale e culturale, concentra la maggior parte delle istituzioni oltre alle infrastrutture marittime, aeree ed alle varie attività produttive. Trasferimento in aeroporto ed imbarco sul volo di linea.
ESTENSIONE FACOLTATIVA PRE-TOUR DI 3 GIORNI
1° giorno
Italia–Keflavik-Vogar
Arrivo all’aeroporto di Reykjavik (volo di linea). Trasfert a Vogar e sistemazione in motel. Cena libera.
2° giorno
Hvalfjordur-Penisola di Snaefellsness
Partenza per la costa ovest dell’isola. Si attraversano il fiordo di Hvalfjordur (fiordo delle balene) e la città di Borgarnes sita sull’omonimo fiordo per arrivare infine alla penisola dello Snaefellsnes. La penisola è dominata dal vulcano-ghiacciaio Snaefellsjokull (1.446 m s.l.m.), famoso perché da qui Jules Verne immaginò l’inizio del suo “Viaggio al centro della terra”. Lo Snaefellsjokull è considerato dagli appassionati di esoterismo uno dei sette “grandi centri energetici” del Mondo. nelle giornate limpide lo si può scorgere anche da Reykjavik. Cena e pernottamento in ostello a Grundarjourdur.
3° giorno
Penisola di Snaefellsness-Parco dello Snaefellsjokull
Si percorre la penisola montuosa di Snaefellsnes, una delle zone meno popolate e più selvagge della già selvaggia Islanda, caratterizzata da bizzarre forme dovute al raffreddamento della lava, da spiagge meravigliose sia nere che dorate e da coste a picco sul mare dalle quali si possono scorgere foche e orche. Ci si spinge fino alla sua estrema punta occidentale dove Snaefellsjökull, il vulcano coronato da un ghiacciaio immacolato, si protende maestoso sopra l'oceano. Un parco fu istituito dal Governo islandese il 28 giugno 2001 con lo scopo di preservare flora e fauna. Un’escursione sulle scogliere di basalto a canna d’organo di Arnarstapi ed una passeggiata verso la punta del “ditone” proteso nel mare, attraverso campi di lava desolati coperti di muschi e di licheni fino alle spiagge deserte di ciottoli neri, rappresentano momenti magici. L’assenza di alberi caratterizza tutto il territorio islandese e permette alla vista di spaziare oltre i campi di lava fino alla cima dei vulcani spenti o dei fiordi. La meteo, con i suoi bruschi cambiamenti, fornisce lo sfondo di cieli sempre diversi…
Rientro in ostello, cena e pernottamento.
4° giorno
Hraunfossar e Barnarfossar - Reykholt – Langjokull
Ci si spinge all’interno per visitare due cascate molto particolari. Hraunfossar (cadute dalla lava) designa una serie di cascate relativamente piccole, ma che si susseguono per un fronte di quasi un chilometro. Sito impressionante e magico: tutta quest'acqua sembra uscire dal nulla, perché scorre nascosta sotto un campo di lava (Hallmundarhraun) prima di uscire improvvisamente allo scoperto per gettarsi nel fiume Hvítá. Non lontano Barnarfossar (“la cascata dei bambini„ in riferimento ad una leggenda locale), più potente, più maestosa, più forte. L'acqua, bianca di schiuma, dall’originale colorazione azzurro-lattiginosa, si getta rumorosamente in una strettoia e si fa largo scavando instancabilmente le pareti. A breve distanza si trovano le sorgenti calde di Reykholt, famose per alimentare le serre che producono cavoli, cetrioli, peperoni e pomodori: materiali rari e dunque preziosi in Islanda! Si percorre la pista di Kaldidalur che fiancheggia il ghiacciaio Langjokull e si arriva al motel di Vogar per il pernottamento. Cena libera.
DATA DI PARTENZA: 21 agosto 2010
Prezzo per persona in doppia – partenza da Milano
Minimo 8 (2 auto) massimo 20 partecipanti (5 auto): € 2.390,00
La quota comprende:
I voli a/r da Milano in classe Economy
Circuito in 4X4 ed escursioni come da programma.
9 pernottamenti come da programma, sistemazione “sleeping bag”.
Trattamento di pensione completa, esclusi i pasti a Reykjavik e 3 pranzi.
Mance e facchinaggio
Tour leader italiano geologo, esperto dei luoghi.
La quota non comprende:
Tasse aeroportuali security tax & fuel surcharges (da calcolare al momento della conferma del viaggio)
Le bevande (solo l’acqua ai pasti è compresa)
I pasti a Reykjavik ed i pasti dei gg 2,4 e 8
Fondo cassa comune (da versare in loco): € 150
Escursione facoltativa alla laguna glaciale Jokulsarlon: € 20 circa.
Extra di natura personale
Quanto non espressamente citato
Supplementi:
Camera singola: non disponibile
Riduzione bambino fino ad 11 anni: € - 150
Supplemento partenza da altre città: su richiesta
Assicurazione medico/bagaglio: € 70,00 (gratuita per le iscrizioni prima del 15 aprile)
Assicurazione contro l’annullamento (facoltativa)
ESTENSIONE FACOLTATIVA PRE-TOUR DI 3 GIORNI
DATA DI PARTENZA: 18 agosto 2010
Prezzo per persona in doppia – partenza da Milano
minimo 4 partecipanti: € 670,00
La quota comprende:
Circuito in 4X4 ed escursioni come da programma.
3 pernottamenti come da programma, sistemazione “sleeping bag”.
Trattamento di pensione completa in tour, pasti liberi a Reykjavik
Mance e facchinaggio
Tour leader italiano geologo, esperto dei luoghi.
La quota non comprende:
Bevande (solo l’acqua ai pasti è compresa)
I pasti a Reykjavik
Extra di natura personale
Quanto non espressamente citato
Supplementi:
Camera singola: non disponibile
GROENLANDIA
POSSIBILITA’ DI ESTENSIONI INDIVIDUALI PRE O POST TOUR DI 2 O 3 GIORNI.
Nota bene: Il programma che vi è stato proposto (per il viaggio di base e/o le estensioni) può essere realizzato al contrario e a volte modificato sul posto per ragioni di sicurezza. Succede raramente ed i cambiamenti sono imposti da fenomeni naturali tipici di quest’isola così particolare: vulcanismo, nevicate fuori stagione, fiumi in crescita per disgelo, impraticabilità imprevista di strade e piste, situazione meteo avversa ecc. Eventuali maggiori costi saranno a carico del viaggiatore.